Halving di Bitcoin, spiegato semplicemente

Stephen O'Neal
23 APR 2020
Halving di Bitcoin, spiegato semplicemente

Cointelegraph

1.

Cos'è l'halving di Bitcoin?

Un evento che dimezza la velocità con cui vengono creati nuovi Bitcoin. Avviene automaticamente ogni quattro anni.

L'offerta di Bitcoin (BTC) è limitata: una volta generate 21 milioni di monete, il network smetterà di produrre la criptovaluta. È questo il motivo per cui Bitcoin viene spesso definito "oro digitale": proprio come il metallo prezioso, nemmeno Bitcoin è illimitato e un giorno non potrà più essere estratto.

Oggi esistono circa 18 milioni di BTC, che rappresentano approssimativamente l'85% dell'offerta monetaria complessiva. Ma la criptovaluta è ben lontana dal raggiungere il limite di 21 milioni: il motivo è il protocollo presente alla base della blockchain. Ogni 210.000 blocchi viene infatti eseguito il cosiddetto "halving" o "dimezzamento" di Bitcoin, che rende più difficile la produzione di nuove monete... proprio come col tempo diventa sempre più difficile trovare nuovi depositi d'oro.

In particolare, il protocollo dimezza le ricompense legate alla generazione di ogni blocco. Ciò significa che, dopo ogni halving, i miner ricevono metà dei BTC per la verifica delle transazioni rispetto a prima.

2.

Cos'è un block reward?

In breve: la quantità di BTC che il miner riceve ogni qual volta aggiunge un nuovo blocco alla blockchain.

Per spiegare questo concetto in maniera più approfondita, bisogna innanzitutto comprendere le radici di Bitcoin: la blockchain. In sintesi, la blockchain è un registro digitale che archivia informazioni sulle transazioni all'interno di blocchi di dati, ognuno della grandezza di circa 1 MB. Ad esempio, quando una persona A invia BTC ad una persona B, questa transazione verrà memorizzata all'interno di un blocco assieme ad altre 500 transazioni avvenute approssimativamente nello stesso momento.

Le ricompense legate alla generazione di nuovi blocchi, o "block reward", indicano la quantità di criptovaluta che i miner ricevono dopo aver convalidato con successo un nuovo blocco sulla blockchain. Per fare ciò è necessario risolvere problemi matematici estremamente complessi utilizzando hardware con un'enorme potenza di calcolo: si tratta quindi di una ricompensa per il duro lavoro compiuto dai miner.

3.

Quanto BTC riceveranno i miner dopo il prossimo halving?

Ogni nuovo blocco produrrà 6,25 BTC: inizialmente questa ricompensa era otto volte maggiore.

Quando Bitcoin venne lanciato nel 2009, i miner ricevevano 50 BTC per ogni blocco: questo significa che, prima dell'halving avvenuto nel novembre del 2012, sono stati generati complessivamente 10.500.000 BTC. Dopo tale data, i miner hanno iniziato a ricevere soltanto 25 BTC per ogni blocco.

Potrebbe sembrare una cifra eccessivamente alta (più di 350.000$ ogni dieci minuti, stando al cambio attuale), ma non bisogna dimenticare che al tempo il network era ancora agli albori e nessuno sapeva se la gente avrebbe continuato o meno ad investire la potenza di calcolo dei propri computer per mantenere in vita la rete di Bitcoin.

Un altro fattore da tenere a mente è che prima del 2012 il prezzo più alto mai raggiunto da BTC fu soltanto 31$, nel giugno del 2011. Poco più tardi questa "bolla" scoppiò, facendo tornare il prezzo della criptovaluta a 2$. Ciononostante, è innegabile che il mining si sia dimostrato molto più redditizio per coloro che hanno iniziato a svolgere questa attività nei primi anni della criptovaluta: è per questo motivo che molti critici definiscono Bitcoin uno schema Ponzi.

Il secondo halving di Bitcoin si è verificato il 6 luglio 2016, in concomitanza con la produzione del blocco numero 420.000: tale evento ha ridotto le ricompense per i miner a 12,5 BTC, corrispondente al tasso attuale.

Il terzo halving dimezzerà ulteriormente tale cifra, che scenderà a 6,25 BTC.

4.

Quando avverrà il prossimo halving di Bitcoin?

Sulla base delle prestazioni attuali, il prossimo halving di Bitcoin è previsto per il 12 maggio 2020.

La data non è certa, in quanto il tempo necessario per generare nuovi blocchi potrebbe accelerare o rallentare. In media, il network produce un nuovo blocco ogni dieci minuti.

Si prevede che l'ultimo halving si verificherà nell'anno 2140, quando verrà estratto il 21.000.000° BTC. Dopo tale evento in miner smetteranno di ricevere ricompense per la generazione di nuovi blocchi, ma continueranno comunque a ottenere delle entrate: le commissioni che gli utenti pagano per effettuare le transazioni vanno infatti proprio ai miner.

5.

Assisteremo ad un calo d'interesse nel mining di Bitcoin?

I miner minori saranno costretti a interrompere le operazioni, o per lo meno ad aggiornare il proprio hardware.

Oggigiorno la maggior parte del mining di Bitcoin viene condotto da colossi come Bitmain, una società con sede in Cina che nel 2018 aveva raggiunto un valore di ben 12 miliardi di dollari. Bitmain coinvalida i blocchi utilizzando migliaia di macchine estremamente potenti, rumorose e dispendiose dal punto di vista energetico dette "Miner ASIC". Questi dispositivi risultano molto più efficienti rispetto alle configurazioni solitamente adoperate da singoli individui.

Poiché i block reward verranno dimezzati, le macchine per il mining che già oggi coprono a malapena i costi di produzione verranno quasi certamente spente. Continueranno ad esistere aziende disposte a generare Bitcoin con un profitto ridotto, ma in questo modo il mercato diverrà meno decentralizzato.

Ciononostante, in futuro potrebbero emergere modi nuovi e più efficienti di estrarre BTC, consentendo anche alle piccole imprese di partecipare.

6.

Il valore di Bitcoin aumenterà?

Storicamente il prezzo è sempre aumentato in seguito all'halving. Succederà anche questa volta?

Sostanzialmente, l'halving di Bitcoin riduce l'offerta di nuove monete immesse regolarmente nel mercato: questo renderà l'asset più scarso. A tal proposito possiamo analizzare alcuni precedenti storici: il 28 novembre del 2012, il giorno del primissimo halving di Bitcoin, il prezzo della criptovaluta è aumentato da 11$ a 12$. Il suo valore ha continuato a crescere per tutto l'anno successivo, raggiungendo il 28 novembre 2013 un prezzo di 1.038$.

Circa quattro anni più tardi il prezzo di Bitcoin ha iniziato a seguire un simile movimento rialzista: è passato dai 576$ del 9 giugno ai 650$ del 9 luglio, vale a dire la data secondo halving. Ancora una volta il prezzo di BTC ha continuato a crescere nei successivi dodici mesi, raggiungendo il 9 luglio 2017 un valore di 2.526$.

Anche questa volta accadrà lo stesso? Secondo gli scettici, il mercato ha già preso in considerazione tale evento e il prezzo non verrà in alcun modo alterato.

Bisogna comunque sottolineare che negli ultimi quattro anni l'industria delle criptovalute è notevolmente cambiata: Bitcoin non è più soltanto un interessante esperimento tecnologico, ma una reale opportunità d'investimento presa seriamente in considerazione dal grande pubblico.

Se pertanto la storia dovesse ripetersi e il prezzo di Bitcoin iniziasse ad aumentare nelle settimane precedenti all'halving, un numero significativo di trader potrebbe acquistare la criptovaluta per paura di perdere un'occasione irripetibile. Questo stimolerebbe notevolmente la domanda e, di conseguenza, farebbe aumentare il prezzo.