Ecco come le Initial Bounty Offering possono aiutare chi non ha accesso ai servizi finanziari

  • 09 JAN 2018
Ecco come le Initial Bounty Offering possono aiutare chi non ha accesso ai servizi finanziari

          Partnership Material

1.

Cos’è una Initial Bounty Offering?

Si tratta di una struttura incentivata.

Le Initial Bounty Offering, o IBO, sono una maniera strutturata di gestire il crowdsourcing di risorse umane, sviluppo aziendale, marketing ed acquisizione di utenti. Offrono token di rete in cambio di contributi all’ecosistema. Questo permette a compagnie basate sulle blockchain di espandere facilmente i propri orizzonti sfruttando il crowdsourcing di un vasto numero di utenti da tutto il mondo, così da poter portare a compimento lavori e progetti.
Una IBO offre ricompense per servizi, contributi da parte degli utenti, prodotti ed altri compiti necessari alla crescita della piattaforma. Le ricompense possono essere calcolate basandosi sui costi dei contributi nel mondo reale, oppure seguendo dei modelli stabiliti a priori dai fondatori della rete. 

 

2.

Che ruoli svolgono i partecipanti ad una ICO?

Esistono parecchi ruoli.

I partecipanti, a seconda delle abilità e delle risorse a propria disposizione, si suddividono in:

  • Cacciatori di taglie. Individui che si impegnano attivamente al completamento di compiti e lavori durante il periodo della IBO, ottenendo ricompense sotto forma di token.
  • Benefattori. Individui che supportano il progetto acquistando un certo numero di taglie, ottenendo in cambio dei token.
  • Costruttori. Individui che partecipano in maniera diretta all’offerta di taglie realizzando prodotti e servizi di cui la piattaforma ha bisogno per prosperare.
  • Utenti. Normali utenti che si registrano alla rete durante il periodo di IBO e che ricevono un piccolo ammontare di token iniziali, da utilizzare successivamente per il pagamento di servizi.
  • Promotori. Partner, associazioni o individui che completano taglie a scopo promozionale, così da pubblicizzare e far espandere la piattaforma.
  • Partner. Piattaforme o reti esterne, come servizi di scambio, processori di pagamento, portafogli ed altro. Queste piattaforme vengono ricompensate con dei token per la loro integrazione alla rete.
3.

Cosa fare con i token appena guadagnati?

È l’utente stesso a decidere.

La decisione di cosa fare dei token guadagnati spetta unicamente all’utente. È possibile scambiarli all’interno di un mercato aperto per denaro o valuta digitale, utilizzarli per beni o servizi all’interno della rete o semplicemente conservarli per utilizzo futuro.

Coloro che desiderano partecipare alla rete, ma non sono interessati al completamento di taglie, possono diventare benefattori. Un benefattore paga il valore di una taglia all’organizzazione, permettendo di conseguenza alla rete stessa di assumere altre persone per completarla.

4.

Perché una IBO e non una ICO?

Partecipazione e crescita della rete di distribuzione.

Poiché il market cap delle ICO è abbastanza limitato rispetto all’intero mercato delle criptovalute, i grossi acquirenti possono facilmente manipolare una ICO a proprio vantaggio, offrendo benefici ad un gruppo ristretto di persone rispetto al resto della comunità. Investendo velocemente in una ICO, un grosso acquirente può infatti impadronirsi della maggior parte dei token in pochi minuti, escludendo in tal modo l’utente medio ed influenzando in maniera negativa il futuro della criptovaluta.

Inoltre le ICO sono sfruttabili solo da coloro con del capitale da investire e con delle criptovalute per processare tali investimenti. A causa della loro natura, le ICO escludono quindi gran parte della popolazione mondiale. Si stima infatti che circa due miliardi di adulti in tutto il mondo non abbiano accesso alle più basilari istituzioni finanziare. Gran parte di questi possiedono tuttavia un accesso ad internet, rendendoli di conseguenza adatti a partecipare al mondo delle criptovalute. Distribuendo i token attraverso un modello IBO, gli individui senza alcun accesso ai servizi finanziari possono comunque essere coinvolti e contribuire in altri modi.

5.

E per quanto riguarda il sistema bancario tradizionale?

Costoso, non trasparente e non inclusivo.

I sistemi bancari tradizionali risultano incapaci di innovare ed adattarsi velocemente. Ecco perché non riescono a rapportarsi appieno con la popolazione tecnologicamente esperta ed in continua crescita del mondo in via di sviluppo. Al tempo stesso, le piccole entità offrono servizi finanziari con costi di regolamentazione e manutenzione estremamente elevati, API closed-source, strumenti hardware e software per nulla economici e pratiche di sicurezza lente e macchinose. Questo porta spesso a costi di transazione elevati, a procedure inutilmente complesse e a ritardi.

Più di due miliardi di adulti in tutto il mondo non possono accedere formalmente ai più basilari servizi finanziari (inviare e ricevere fondi, prestiti ed altro). Si trovano soprattutto in aree in via di sviluppo come Africa, Medio Oriente, Asia Orientale e la regione del Pacifico. Struttura bancaria sottosviluppata, servizi finanziari dai costi onerosi, mancanza di identificazione governativa: questi sono, assieme a redditi bassi e a frequenti conflitti civili, tutti fattori che contribuiscono alla limitata presenza di banche al di fuori dei centri urbani più importanti.

6.

Come possono le blockchain e le IBO offrire inclusione finanziaria?

Grazie ad una rete di servizi finanziari peer-to-peer.

Le IBO vengono utilizzate per la distribuzione di token e per incentivare la partecipazione. I token di una rete sono come delle chiavi universali, che offrono agli utenti accesso ad un gran numero di servizi e funzioni avanzate all’interno della rete stessa.

Offrendo token con una IBO piuttosto che con una ICO, chiunque abbia accesso alla rete internet può facilmente entrare a far parte dell’ecosistema sfruttando unicamente le proprie abilità.

È inoltre possibile compiere un ulteriore passo verso l’inclusione finanziaria associando un sistema IBO ad una piattaforma basata su blockchain e ad una rete di conversione di beni digitali. Alcune piattaforme, come ad esempio U.CASH, permettono di convertire le valute a corso forzoso in beni digitali sicuri velocemente e da qualsiasi angolo del pianeta. Possono inoltre offrire una vasta gamma di servizi basati su monete digitali (comprare, vendere e depositare criptovalute come Bitcoin o Ethereum), servizi finanziari (prestiti, pagamenti, trasferimenti e cambi con valute estere), oppure servizi legali e umani (autenticazione notarile, depositi).

7.

Come funziona?

Diamo un’occhiata.

I convertitori permettono agli utenti di caricare e ritirare denaro dalla dalla piattaforma nella valuta locale. Possono essere utilizzati convertitori locali (attività commerciali, negozi al dettaglio), convertitori mobili (vale a dire incontrare un utente ed eseguire una conversione di persona), oppure convertitori in rete (che offrono servizi in remoto come deposito e trasferimento di denaro). Sono i convertitori stessi a stabilire i dettagli per i propri servizi, come ad esempio il prezzo delle commissioni, orari e livelli di sicurezza. Possono inoltre sfruttare soluzioni di accounting e integrated compliance.

Grazie alla piattaforma U.CASH, persone da ogni regione del pianeta possono facilmente accedere ad una vasta gamma di servizi finanziari. Inoltre, grazie al modello IBO, non necessitano di criptovalute per farlo.

Scopri come funziona più nel dettaglio qui.

 

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