Staking di Ethereum 2.0, spiegato semplicemente

Nikolai Kuznetsov
19 LUG 2020
Staking di Ethereum 2.0, spiegato semplicemente

Cointelegraph

1.

Cos’è lo staking di Ethereum 2.0?

Bloccare una certa somma di Ether (ETH) per partecipare al network e ottenere in cambio una ricompensa

Il processo di staking comporta il bloccare una quantità di una data criptovaluta in uno wallet per partecipare all’operazione di una blockchain in cambio di ricompense. In teoria, chiunque può partecipare allo staking su qualsiasi blockchain che utilizza il consenso proof-of-stake. La proof-of-stake presenta diverse variazioni, che permettono agli utenti di partecipare allo staking.

Attualmente, il team di sviluppo di Ethereum sta lavorando a un aggiornamento significativo, denominato Ethereum 2.0. Implica la riprogettazione dell’intera piattaforma Ethereum, lanciando a tutti gli effetti una nuova versione più scalabile. L’inizio di questa implementazione è previsto per l’estate del 2020 e molto probabilmente durerà uno o due anni, fino al completamento di tutte e tre le fasi. Parte dell’implementazione Ethereum 2.0 prevede lo spostamento di Ethereum da un consenso proof-of-work a un consenso proof-of-stake.

2.

Cos’è la proof-of-stake?

La proof-of-stake, o PoS, è un meccanismo di consenso utilizzato da alcune blockchain.

La PoS dà agli utenti con una stake di token del network il diritto di guadagnare ricompense per la convalida dei blocchi. Questo sistema è in contrasto con la proof-of-work, o PoW, il modello di consenso usato da Bitcoin (BTC). La PoW assegna diritti di conferma dei blocchi a coloro che dimostrano la più grande quantità di potenza computazionale.

Una volta che un validatore accetta di mettere in gioco i suoi token, la sua stake viene bloccata. In molti casi, verrà confiscata completamente o parzialmente se il validatore non agisce negli interessi del network — intenzionalmente o no.

In linea di principio, chiunque può mettere token in stake; ma in realtà, un protocollo verrà usato per determinare quali partecipanti vengono selezionati per validare blocchi e guadagnare le ricompense di staking. Il diritto di validare un blocco e ricevere le ricompense viene generalmente assegnato in base al valore proporzionale della stake. Quindi, l’utente che mette in stake l’1% del valore complessivo totale potrà convalidare l’1% di tutti i blocchi. Tuttavia, il periodo di tempo da quando la stake è stata bloccata potrebbe essere un fattore aggiuntivo nel protocollo di selezione del validatore.

3.

Perché Ethereum 2.0 sta implementando la PoS?

Ethereum vuole decentralizzare e accelerare il network.

Storicamente, Ethereum ha utilizzato un consenso proof-of-work. Tuttavia, una delle ragioni dietro allo spostamento verso la proof-of-stake è che quest’ultima è generalmente considerata molto più efficiente sotto il profilo energetico rispetto alla proof-of-work.

Gli sviluppatori principali di Ethereum sono largamente a favore della decentralizzazione, fattore che punta a un’altra ragione per il passaggio alla PoS. Negli ultimi anni, il mining delle più grandi criptovalute, tra cui BTC e ETH, è diventato fortemente dipendente da un piccolo numero di grandi mining pool a causa della corsa alla produzione di mining hardware più veloce e più sofisticato.

Al contrario, chiunque può operare come un validatore PoS senza necessità di hardware specializzato. Di conseguenza, la teoria è che le blockchain PoS hanno più probabilità di presentare una maggiore decentralizzazione grazie a una ridotta barriera di ingresso. Inoltre, Ethereum 2.0 introdurrà anche lo sharding, una tecnica di partizione che incrementa ulteriormente le prestazioni.

4.

Come funziona lo staking su Ethereum 2.0?

Come per gran parte delle altre piattaforme: blocca, carica e aspetta.

Lo staking su Ethereum 2.0 sarà piuttosto semplice. Ci sarà un limite minimo di 32 ETH obbligatori per partecipare allo staking, e i validatori dovranno operare un nodo validatore. Come già menzionato, questo nodo non avrà bisogno di macchinari specifici e potrà essere configurato su un computer o un laptop comune. Tuttavia, i validatori saranno tenuti ad essere costantemente online per non subire lievi penalità.

Si prevede che il tasso di rendimento per lo staking di ETH sarà intorno al 4%-10%. Un programma chiamato “slashing” verrà applicato a qualsiasi validatore che agisce con intenti ostili verso il network, rimuovendo una porzione della sua stake.

5.

Mettere a confronto Ethereum 2.0 con altre piattaforme PoS

Diverse altre grandi blockchain stanno già utilizzando un consenso proof-of-stake, tra cui Tezos, Algorand e Qtum.

Tezos esegue un programma di staking nel quadro del suo algoritmo “Liquid Proof-of-Stake”, un ibrido tra PoS pura e delegated proof-of-stake, o DPoS. Il processo di convalida dei blocchi nel network di Tezos è conosciuto come “baking”. Chiunque possieda il token di Tezos (XTZ) può delegare i propri token a un validatore che farà “baking” per suo conto. Tuttavia, il proprietario originale mantiene i token nel suo wallet. Chiunque può partecipare come baker se possiede 8.000 o più token XTZ, quantità denominata “roll”, e operare come nodo validatore. Attualmente, il tasso di rendimento per lo staking su Tezos si aggira intorno al 7%.

Algorand opera un protocollo di consenso chiamato “pure proof-of-stake”. Utilizza un sistema chiamato “secret self-selection” per selezionare casualmente comitati di partecipanti che valideranno ciascun blocco. Ciò che distingue Algorand è il fatto che tutti i possessori di token Algo vengono ricompensati semplicemente per possedere i token, a prescindere dalla loro scelta di partecipare o meno nel programma PoS e alla convalida dei blocchi. Di conseguenza, non c’è una stake minima per guadagnare ricompense con Algorand. L’attuale tasso di rendimento per il possesso di token Algorand è di circa il 5%.

Analogamente, anche Qtum funziona con un consenso PoS puro, in cui chiunque possiede anche solo una frazione di un token Qtum può diventare un validatore e competere per i block reward. Il progetto ha implementato un’applicazione nativa per consentire agli utenti normali di partecipare facilmente al programma di staking, oltre all’opzione riga di comando per gli utenti più tecnici. Lo staking su Qtum fornisce un rendimento del 7% circa per anno. Non c’è una stake minima, ma possedere più token aumenta le probabilità di essere selezionato per validare ed elaborare transazioni nel network.

Molte altre blockchain operano programmi di staking, tra cui EOS, Cosmos, ecc. Molte di queste utilizzano varianti del consenso PoS standard, come la DPoS.

6.

Cosa sono le staking pool?

Le staking pool prevedono l’unione di più parti per partecipare allo staking come un singolo validatore

Le staking pool sono gestite da un pool operator. Per esempio, piattaforme di exchange come Binance, Crypto.com e Kraken gestiscono programmi di staking pool in cui l’exchange deposita i fondi degli utenti in uno wallet che viene poi usato per lo staking. Tuttavia, è anche possibile partecipare a staking pool in cui gli utenti conservano i token nei propri wallet personali — persino cold wallet.

Il vantaggio delle staking pool è che permettono agli utenti di mettere in comune le proprie crypto per avere più possibilità di essere selezionati come validatori e ricevere le ricompense di staking. D’altra parte, le ricompense sono distribuite su tutti i partecipanti alla pool, quindi generalmente rendono proporzionalmente meno.

Le staking pool sono anche una buona opzione per guadagnare reddito passivo con lo staking senza bisogno delle conoscenze tecniche necessarie per configurare un nodo validatore nel network. Un altro vantaggio è il fatto che non serve bloccare token per un periodo di tempo definito, uno dei requisiti per diventare un validatore in molti programmi di staking.

7.

Quali sono i rischi e i benefici dello staking?

Reddito passivo vs. vulnerabilità ai cambiamenti nel mercato.

Il vantaggio più evidente dello staking è l’opportunità di generare reddito dalle crypto in tuo possesso. Lo staking offre anche l’opportunità di diventare un partecipante attivo nei tuoi progetti blockchain preferiti.

Tuttavia, partecipando allo staking, gli utenti bloccano i propri fondi in criptovalute per un periodo fisso. Questo significa che, nel caso di un improvviso crollo del mercato, non potranno ritirare le proprie crypto dal programma di staking per vendere e mitigare le perdite.

Anche nel caso di una piccola contrazione del mercato, il valore delle ricompense potrebbe non coprire la riduzione di valore delle crypto. Quando partecipi a una staking pool, dovresti tenere presente che qualcun altro potrebbe prendere in custodia le tue criptovalute, cosa che introduce dei rischi. In linea con i consigli generali per gli utenti crypto, tutte le chiavi private devono essere tenute al sicuro e mai condivise con altre persone o entità.