L'86% dei dirigenti d'azienda vorrebbe che l'industria delle criptovalute si autoregolamentasse, rivela uno studio

Questa settimana è stato pubblicato il Cryptocurrency Survey 2018, una ricerca organizzata dallo studio legale Foley & Lardner LLP. Secondo i dati raccolti dal sondaggio, ben l'86% dei dirigenti di aziende operanti nel settore delle criptovalute preferirebbe che l'industria si autoregolamentasse.

La maggior parte dei partecipanti al sondaggio vorrebbe inoltre che in futuro fosse il Bitcoin (BTC) la criptovaluta più utilizzata per effettuare transazioni.

"Sarebbe meglio se fossimo noi a fare strada, piuttosto che seguire qualcun altro", ha spiegato uno dei dirigenti riguardo alla questione delle regolamentazioni nel settore.

"Ci sono molti modi per collaborare con legislatori e organi di regolamentazione, allo scopo di sviluppare una struttura normativa ragionevole".

In particolare, l'89% degli intervistati crede sia necessario adottare una modalità formalizzata di autoregolamentazione, mentre una percentuale minore pensa che tali normative dovrebbero essere soggette ad una supervisione da parte delle autorità.

In generale, il problema delle regolamentazioni per il settore delle criptovalute rappresenta una "preoccupazione" per una grossa fetta (72%) dei partecipanti, secondo i quali in numerose giurisdizione è purtroppo presente una quasi totale "mancanza di certezza legale".

Su altri aspetti invece le opinioni divergono. In futuro il Bitcoin dovrebbe diventare il principale strumento di transazione, mentre Ethereum la moneta più importante per quanto riguarda gli investimenti, hanno affermato rispettivamente il 43% e il 38% degli intervistati.