Animoca Brands, società di venture capital e di sviluppo di giochi Web3, smentisce le affermazioni secondo cui avrebbe ridotto di 200 milioni di dollari, pari al 20%, il suo obiettivo del fondo metaverse, a causa della volatilità del mercato delle criptovalute e dell'instabilità del settore bancario.
L'azienda ha inoltre smentito i commenti secondo cui la sua valutazione sarebbe crollata dai 6 miliardi di dollari di luglio 2022 ai circa 2 miliardi di dollari di marzo 2023.
Secondo un rapporto di Reuters del 24 marzo, che citava "soggetti anonimi che hanno familiarità con la questione", Animoca avrebbe inizialmente dimezzato il suo obiettivo di 2 miliardi di dollari per il metaverso a gennaio, per poi ridurlo di recente di un altro 20% attestandosi a 800 milioni di dollari.
Il fondo in questione era stato annunciato a novembre 2022 al fine di allocare capitali in startup in fase medio-tardiva con un focus sul metaverso. All'epoca, il cofondatore e presidente di Animoca, Yat Siu, aveva sottolineato che l'obiettivo del fondo era compreso tra 1 e 2 miliardi di dollari, a seconda della quantità di capitale raccolto.
In una dichiarazione pubblica condivisa con Cointelegraph, Animoca sostiene che "l'affermazione secondo cui l'obiettivo del fondo Animoca Capital sarebbe stato ridotto da 2 a 1 miliardo di dollari non è esatta, in quanto 1 miliardo di dollari è sempre stato il range dichiarato".
L'azienda ha riconosciuto che i crolli bancari negli Stati Uniti abbiano ovviamente impattato, ma sottolineando che l'importo finale raccolto per il fondo debba ancora essere determinato.
"Non c'è dubbio che la crisi di FTX e quella bancaria abbiano avuto un grave impatto sul capitale di rischio disponibile, ma la raccolta di fondi per il fondo Animoca Capital è in corso. Quando la raccolta sarà conclusa, informeremo il mercato con gli opportuni dettagli, compresa la dimensione finale di tale fondo", dichiara l'azienda.
Commentando le informazioni trapelate, Siu ha riferito a Cointelegraph che, trattandosi di fonti anonime, "è difficile accertare con esattezza chi o quali siano le fonti e il programma, il che è deplorevole".
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Per quanto riguarda la valutazione della società, Animoca ha affermato che le cifre riportate da Reuters e dagli altri "due" soggetti non citati siano inesatte.
Animoca, che opera con il nome di AB1, è stata inizialmente quotata sulla Borsa australiana (ASX) agli esordi dell'azienda. Tuttavia, AB1 è stata delistata a marzo 2020 a causa delle affermazioni della ASX secondo cui Animoca aveva violato le sue regole di quotazione essendo coinvolta, tra l'altro, in attività legate alle criptovalute.
Da allora, le sue azioni sono state scambiate su borse non quotate, come PrimaryMarkets, con sede a Sydney.
I dati di questa piattaforma sono stati utilizzati per calcolare un market cap totale di AB1 di circa 2 miliardi di dollari. Tuttavia, Animoca sostiene che tali cifre non rappresentino perfettamente la valutazione totale dell'azienda.
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"L'affermazione [...] che Animoca Brands 'ora negozia le sue azioni su PrimaryMarkets' non è tecnicamente corretta. Abbiamo terminato il nostro accordo con PrimaryMarkets nella seconda metà del 2020, ma PrimaryMarkets ha scelto di continuare a negoziare le azioni di Animoca Brands sulla sua piattaforma", ha dichiarato la società, aggiungendo che:
"Non riteniamo che la scarsa attività di trading su PrimaryMarkets rifletta accuratamente il valore della società. Il volume degli scambi è troppo basso per fornire la precisione dei prezzi che si troverebbe in un vero mercato primario".
Traduzione a cura di Walter Rizzo