Mentre Bitcoin fatica a tornare sopra i 50.000$, i dati on-chain mostrano una netta riduzione dei wallet delle whale, ovvero individui in possesso di un alto numero di BTC.

Questa settimana sia Bitcoin (BTC) che svariate criptovalute hanno subito una serie di pesanti perdite, in seguito ad alcuni tweet negativi da parte del secondo uomo più ricco del pianeta, Elon Musk.

Sebbene il prezzo di Bitcoin si sia ripreso dal minimo di 45.650$ toccato nel periodo immediatamente successivo alla notizia, il numero dei wallet delle whale, termine utilizzato nel settore per indicare indirizzi contenenti 1.000 o più BTC, è in calo: questo dimostra che i grandi player potrebbero star pian piano abbandonando la criptovaluta.

Secondo i dati di Glassnode, attualmente sul network sono presenti circa 2.100 indirizzi con oltre 1.000 BTC: una cifra in calo del 4,7% rispetto allo scorso mese, e del 16% se comparata ai 2.500 di febbraio.

Tuttavia, di recente il monitoraggio dei movimenti delle whale ha portato a risultati contrastanti. Da una parte MicroStrategy ha aggiunto altri 271 BTC alla propria tesoreria aziendale, portando il numero complessivo di Bitcoin in proprio possesso a 91.850, ovvero circa 4,7 miliardi di dollari ai prezzi attuali.

Dall'altra gli afflussi verso gli exchange, spesso un segnale che le whale pianificano di vendere i propri BTC, hanno raggiunto un picco di 30.000 monete la scorsa settimana. Ciononostante, gli esperti ritengono che Bitcoin abbia assorbito egregiamente la pressione di vendita.

Bitcoin, flussi verso gli exchange. Fonte: Glassnode

Tuttavia, un parametro chiave sta lanciando segnali indiscutibilmente ribassisti. Alcune analisi condotte lo scorso mese mostrano che le whale hanno iniziato a vendere i propri BTC nonostante non siano riuscite a trarre profitto dai loro trade. Questa forte pressione sul lato vendita potrebbe far collassare il prezzo della criptovaluta.

Wallet delle whale, da ottobre 2020 ad aprile 2021. Fonte: Glassnode