Binance ha annunciato di aver recuperato fondi per un valore di 344.000$ bloccando un tentativo di truffa perpetrato da Wine Swap, un progetto della Binance Smart Chain (BNB).
Wine Swap era una piattaforma automatizzata simile ad Uniswap lanciata il 13 ottobre: in un'ora dal lancio aveva accumulato fondi per 345.000$, che sono stati poi prontamente prelevati dai creatori del protocollo.
I soldi sono stati poi sparsi in diverse direzioni nel tentativo di farli uscire dalla Binance Smart Chain. La maggior parte di essi è stata scambiata sulla blockchain di Ethereum, anche se una parte è stata inviata anche al bridge centralizzato di Binance e ad altri due exchange. Secondo Binance, questi fondi sono stati immediatamente bloccati.
Il team di Binance è in seguito riuscito ad identificare i creatori di Wine Swap attraverso l'analisi on-chain: i responsabili hanno restituito il denaro non appena hanno saputo di essere stati scoperti.
I soldi dovrebbero essere resi nelle loro denominazioni originali, anche se i presunti truffatori ne hanno convertito una parte in altri token.
La storia non è troppo diversa da quella di altri hack del mondo DeFi, come dForce o quanto accaduto nel mese di settembre a bZX. In tutti i casi, i colpevoli sono stati catturati attraverso analisi dei dati on-chain o altri fattori esterni.
Binance sostiene di non poter controllare i fondi presenti su Binance Smart Chain, nemmeno congelandoli: l’azienda può operare solo su quelli che arrivano effettivamente all’exchange. Questo incidente dimostra come sia possibile per hacker e truffatori eludere la sorveglianza di Binance Smart Chain utilizzando alcune delle opzioni di bridging decentralizzate.
Ciononostante, l'ecosistema della Smart Chain rimane basato su dati isolati: Binance controlla in gran parte la convalida attraverso il suo stake di BNB, ed i ponti sembrano presentare un utile checkpoint per migliorare il tracciamento on-chain.
La Smart Chain di Binance è il progetto del noto exchange per una blockchain basata su smart contract. Essa è pienamente compatibile con la virtual machine di Ethereum e fa parte dell'approccio della società alla finanza decentralizzata, definita "finanza decentralizzata centralizzata" dal CEO Changpeng Zhao.