Pare che Coinbase abbia problemi a gestire livelli di traffico particolarmente elevati: da anni gli utenti segnalano che, quando Bitcoin e gli altri asset crypto sono particolarmente volatili, l'exchange a volte va offline senza alcun preavviso. Queste interruzioni possono impedire ai clienti di acquistare o vendere i loro asset: la regolarità di tali eventi sta iniziando a far sorgere dei sospetti nella community.

Tra marzo e novembre su Coinbase si sono verificati nove diversi incidenti di questo tipo, tra interruzioni del servizio e problemi di connettività, anche se l'impatto diretto sui clienti in alcuni casi è difficile da quantificare. Pur se i problemi sembrano variare molto nel loro grado di gravità, solitamente l’unico messaggio diffuso dalla società in merito è il seguente: "Coinbase.com sta riscontrando problemi di connettività."

Secondo le candele di prezzo a 30 minuti, dato elaborato da TradingView.com, quattro incidenti su nove hanno coinciso con un momento particolarmente volatile del prezzo di Bitcoin.

Il 29 aprile, Coinbase ha segnalato problemi di connettività. In un update pubblicato successivamente, l’exchange ha ammesso che la piattaforma è andata offline tra le 10:00 e le 12:30 PDT: in quella finestra temporale, il prezzo di Bitcoin ha avuto un’oscillazione del 4,54%. Cointelegraph già all’epoca aveva discusso delle difficoltà affrontate quel giorno dalla piattaforma. 

Il 9 maggio l'azienda ha avvisato il pubblico in merito ad un altro incidente, sempre affermando che "Coinbase.com sta avendo problemi di connettività." Questa volta, il prezzo di Bitcoin è cambiato del 15,26% tra le 17:00 e le 18:00 PDT:

"Che sia una coincidenza che ogni volta che ci sono grossi movimenti di prezzo @coinbase va in crash? @SEC_Enforcement dovreste investigare, la situazione è strana. Abbiamo bisogno di trasparenza."

Il terzo incidente è avvenuto il 1° giugno, quando Coinbase ha nuovamente notificato al pubblico alcuni problemi di connettività tra le 16 e le 17 PDT, proprio quando il prezzo di BTC ha avuto un’oscillazione del 6,94%. Nei giorni successivi a questo episodio alcuni clienti hanno persino abbandonato la piattaforma, a giudicare dai prelievi di Bitcoin dall'exchange.

Il 28 luglio l'ennesimo problema, tra le 2 e le 4:30 PDT: in quel momento Bitcoin ha avuto una variazione del 3,82%.

Non sempre però i guai di Coinbase sono avvenuti nei giorni di maggiore volatilità dei prezzi: ad esempio, il 16 novembre, quando sito web e applicazioni mobili dell’exchange non erano accessibili, BTC ha avuto una variazione di solo l’1,72%: sebbene la portata dell’episodio fosse decisamente inferiore ai precedenti, anche questo caso ha provocato malcontento nella community del trading. Altri problemi di connettività si sono verificati anche il 28 maggio, il 17 luglio, il 18 agosto e l'11 novembre: durante ognuno di essi il prezzo di Bitcoin è cambiato di meno del 3%. 

"Coinbase non funziona DI NUOVO. A questo punto consiglio vivamente a tutti di smettere di usarlo. 

Hanno avuto anni di tempo ed ingenti risorse economiche per prepararsi a momenti come questo. Secondo me non è affatto una coincidenza che accadano queste cose, è sospetto. 

Cancellate Coinbase."

Coinbase non ha risposto alle nostre domande relative ai suoi problemi tecnici. Tuttavia il CEO dell'azienda, Brian Armstrong, ha recentemente scritto su Twitter che la società intendeva risolvere i problemi:

"Stiamo lavorando duramente per aggiungere capienza addizionale (sia ai server che nel servizio clienti) di modo da poter affrontare un traffico in crescita. Grazie per la vostra pazienza e grazie a tutto il team di Coinbase che si sta impegnando al massimo per servire i nostri clienti! Le bull run possono essere eccitanti e stressanti."

Coinbase non è l’unica piattaforma ad aver riscontrato simili difficoltà: anche l'exchange di derivati crypto BitMEX ha segnalato una serie di problemi di performance durante le grandi oscillazioni di prezzo.