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Christina Comben
Scritto da Christina Comben,Giornalista di redazione
Bryan O'Shea
Revisionato da Bryan O'Shea,Redattore

Cango vende Bitcoin per $305M per ridurre la leva e finanziare il pivot verso l’AI

La vendita dimostra come i miner Bitcoin stiano ridefinendo le loro strategie a fronte del continuo deterioramento dell'economia legata al mining

Cango vende Bitcoin per $305M per ridurre la leva e finanziare il pivot verso l’AI
Notizie

Il miner Bitcoin Cango ha venduto 4.451 Bitcoin sul mercato aperto, generando proventi netti per circa 305 milioni di dollari, utilizzati — secondo quanto dichiarato dalla società — per rimborsare parzialmente un prestito garantito da BTC e rafforzare il bilancio.

L’azienda ha comunicato che l’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione dopo una valutazione delle “attuali condizioni di mercato”, mira a ridurre la leva finanziaria e a liberare risorse per finanziare l’espansione pianificata nelle infrastrutture di intelligenza artificiale (AI) e di high-performance computing (HPC).

Cango ha descritto il cambiamento come un “pivot strategico”, volto a sfruttare la propria infrastruttura globale connessa alla rete per fornire capacità di calcolo distribuita al settore dell’AI. L’iniziativa sarà implementata attraverso una roadmap graduale.

La vendita segue una precedente cessione di 550,3 BTC e arriva dopo che Cango ha venduto più Bitcoin (BTC) di quanti ne abbia prodotti a gennaio, nel tentativo di sostenere le iniziative di crescita a breve termine. Durante il mese, freddo estremo e forti bufere di neve avevano ridotto il tempo di attività delle operazioni di mining.

Secondo un aggiornamento pubblicato il 3 febbraio, le riserve Bitcoin di Cango ammontavano a 7.474,6 BTC alla fine di gennaio, in calo rispetto ai 7.528,3 BTC di fine dicembre 2025, prima che la successiva vendita di 4.451 BTC riducesse ulteriormente le disponibilità.

I miner investono potenza e capitale nell'AI

La decisione di Cango riflette un cambiamento più ampio nel settore del mining Bitcoin, con i miner sempre più orientati a diversificare i flussi di ricavi fornendo energia e capacità di data center a clienti nei settori dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’high-performance computing (HPC).

Altri grandi gruppi legati al mining stanno infatti siglando contratti di lungo periodo per offrire capacità cloud basata su GPU per AI e HPC, sfruttando infrastrutture energetiche e di data center originariamente costruite per il mining di Bitcoin.

Il miner Iren, ad esempio, ha concluso nel novembre 2025 un accordo quinquennale da 9,7 miliardi di dollari con Microsoft per fornire potenza di calcolo per l’AI dal proprio campus in Texas, impegnando centinaia di megawatt di capacità per l’hosting GPU contrattualizzato, pur continuando a gestire una delle più grandi flotte per il mining Bitcoin del settore.

Questi sviluppi si inseriscono in un contesto in cui le dinamiche economiche post-halving si sono fatte più restrittive per l’intero comparto nel 2025. Secondo i dati di Cointelegraph Research, l’hashprice è sceso a minimi pluriennali, mentre la difficulty della rete ha raggiunto livelli record. La forte compressione dei margini ha portato molti operatori a lavorare vicino al punto di breakeven, dati i prezzi e i costi attuali.




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