Durante la prima settimana di giugno, il mercato delle criptovalute è entrato in una fase di sell-off, dirigendo la maggior parte delle criptovalute verso i minimi di 4 anni.
Il deterioramento delle condizioni di mercato ha influito negativamente anche sulla redditività del mining di Bitcoin (BTC), costringendo i miner a liquidare le loro partecipazioni in BTC.
I nuovi dati di Arcane Research mostrano che le società quotate di mining di Bitcoin hanno venduto il 100% della loro produzione di BTC a maggio, rispetto al consueto 20-40%.
Nei primi quattro mesi del 2022, le società pubbliche di mining hanno venduto il 30% della loro produzione, aumentata di tre volte a maggio e che probabilmente aumenterà ulteriormente a giugno.

Sebbene i miner pubblici rappresentino solo il 20% dell'hash rate totale della rete, il loro comportamento spesso riflette anche il sentiment dei miner privati.
I miner detengono collettivamente 800.000 BTC, il che li rende uno dei cluster più grandi del mercato. Tra questi, i miner pubblici detengono 46.000 BTC e la loro corsa alla vendita potrebbe far scendere ulteriormente il prezzo.
A giugno la condizione è solo peggiorata, con il prezzo di Bitcoin sceso sotto il massimo del 2017 di 20.000$, registrando un nuovo minimo di 4 anni a 17.783$. Il Miner to exchange flow, parametro che mostra il volume di BTC inviato dai miner agli exchange, ha toccato un nuovo massimo a giugno, raggiungendo un livello non registrato da gennaio 2021.
Come riportato in precedenza da Cointelegraph, il Miner to exchange flow ha toccato un nuovo massimo di 7 mesi quando il prezzo del BTC è sceso sotto i 21.000$. Il calo del prezzo di BTC ha anche reso non redditizio molto mining hardware, costringendo i miner ad abbandonare il mercato delle criptovalute.

Il Bitcoin hash price è un parametro di mining che rappresenta le entrate dei miner per terahash. Tale valore medio – in valuta fiat – delle ricompense giornaliere che un miner ottiene per ogni terahash calcolato (USD/TH/s al giorno), è sceso ad un nuovo minimo di 1,5 anni.

Il Bitcoin Hash Ribbon, un indicatore che cerca di identificare i periodi in cui i miner sono in difficoltà e potrebbero capitolare, si è incrociato, indicando che molti player stiano staccando la spina a causa della mancanza di redditività.

In un momento di declino del prezzo di BTC e di crisi dei miner, molti ritengono che tale circostanza presupponga anche un forte segnale di bottom del prezzo, soprattutto quando i miner iniziano a rinunciare.
⚠️Hash Ribbon Indicator: i miner di $BTC stanno capitolando⚠️
Questo segnale di pericolo si è verificato 9 giorni fa, indicando forse che il bottom del prezzo è vicino!
"È quando i miner si arrendono, che forse si presenta il più potente segnale di acquisto di Bitcoin di sempre" -@caprioleio #BTC #Cryptocrash #cryptocurrency
⚠️Hash Ribbon Indicator: $BTC miners are capitulating⚠️
— El Baranito ₿ (@ElBaranito) June 18, 2022
This distress signal occurred 9 days ago, possibly indicating that the price bottom is near!
“When miners give up, it is possibly the most powerful Bitcoin buy signal ever” -@caprioleio #BTC #Cryptocrash #cryptocurrency pic.twitter.com/SWJjzUEICB
BTC è crollato nuovamente sotto i 21.000$ e al momento della stesura è scambiato intorno ai 20.750$, registrando un calo del 4,6% nelle ultime 24 ore.