Dopo mesi di implacabili turbolenze, il settore crypto ha tracciato nelle ultime due settimane un notevole rally, con la capitalizzazione di mercato totale tornata a 2.000 miliardi di dollari per la prima volta da maggio.
Solo negli ultimi 21 giorni, infatti, un incredibile somma pari a 700 miliardi di dollari è entrata nel settore degli asset digitali, portando molti a credere che ulteriori aumenti siano possibili nel breve termine.
Due eventi recenti sembrano aver creato questo sentiment rialzista: l’hard fork London di Ethereum eseguito con successo, migliorando la scalabilità del network, e l’introduzione della legge sulle infrastrutture da parte del Senato statunitense, con le sue implicazioni fiscali per le società crypto negli USA.
Kadan Stadelmann, chief technology officer del fornitore di soluzioni blockchain Komodo, ha spiegato a Cointelegraph:
“A prescindere dall’esito legislativo, questa discussione sta mettendo le crypto in primo piano nella politica statunitense e generando una maggiore consapevolezza pubblica sulla tecnologia blockchain. Un’altra conseguenza è che le istituzioni finanziarie tradizionali aumenteranno probabilmente l’accumulo di criptovalute se i chiarimenti normativi vengono adottati formalmente.”
Uno sguardo più da vicino su alcuni dati off-chain
Stadelmann ha evidenziato che l’accumulo di Bitcoin (BTC) è attualmente in corso tra whale e miner, mentre i deflussi dagli exchange creano uno shock dell’offerta, suggerendo che i prezzi potrebbero continuare ad aumentare nel breve termine. Detto ciò, il CTO crede che, sebbene BTC possa raggiungere il livello dei 50.000$, o forse poco più in alto, sarà difficile per la principale criptovaluta riconquistare il suo massimo storico a 65.000$.
È evidente che il fattore principale dietro il recente sviluppo rialzista di Ether (ETH) sia stato l’aggiornamento London. Infatti, stando ai dati forniti dalla società di analisi crypto Glassnode, i parametri legati ai deflussi dagli exchange dell’altcoin hanno registrato diversi picchi. Secondo Marie Tatibouet, chief marketing officer dell’exchange di criptovalute Gate.io, questi suggeriscono che sempre più persone hanno continuato ad accumulare ETH fuori dagli exchange.
Proseguendo, ha sottolineato che il valore totale bloccato negli smart contract della finanza decentralizzata, o DeFi, ha superato 80 miliardi di dollari per la prima volta dal Q1 2021. Inoltre, il numero di ETH in staking nella beacon chain ha oltrepassato i 6,5 milioni. “Nel complesso, questi sono segnali molto positivi che dimostrano la fiducia del mercato in Ethereum,” ha spiegato Tatibouet.
Il sentiment di HODL è sempre più forte
L’accumulo di Bitcoin è proseguito dietro le quinte, come segnalato in precedenza da Cointelegraph, con l’offerta di Bitcoin totale nelle mani di investitori a lungo termine a un massimo storico dell’82,68%. Al contrario, la quota dell’offerta dei trader a breve termine ha continuato il suo calo, scivolando circa al 20%. Questo sembra suggerire che un maggior numero di possessori di BTC ha intenzione di conservare le proprie monete.
Come evidenziato dagli analisti di Glassnode, ogni volta che il rapporto dell’offerta degli investitori a breve termine raggiunge il 20% o meno, è seguito da una forte contrazione dell’offerta, ovvero una carenza di offerta che, nella maggior parte dei casi, contribuisce a spingere il valore dell’asset sottostante verso l’alto.
Non solo, verso l’inizio di questa settimana la dominance delle transazioni Bitcoin con un valore superiore a 1 milione di dollari è più che raddoppiata, passando dal 30% al 70% del valore totale trasferito, per la prima volta da settembre 2020. A tale proposito, dato che la maggior parte degli investitori retail non effettua solitamente transazioni di enormi dimensioni, il team di Glassnode crede che gli investitori istituzionali possano essere responsabili del picco nel gruppo delle transazioni tra 1 e 10 milioni di dollari.
Le whale continuano a HODLare
Stando alla società di analisi crypto Santiment, i milionari Bitcoin in tutto il mondo, ovvero indirizzi contenenti somme tra 100 e 10.000 BTC, non hanno ancora venduto le proprie monete per realizzare un rapido profitto. I BTC totali appartenenti a questi indirizzi ora corrispondono a 9,23 milioni, pari al massimo storico precedente raggiunto il 28 luglio.
Inoltre, il recente flusso netto di Bitcoin da piattaforme di trading a indirizzi probabilmente dedicati alla conservazione è stato impressionante. Gli aggiornamenti di piattaforme di analisi come Whale Alert rivelano che decine di migliaia di BTC vengono spostate ogni giorno, dimostrando una sana attività transazionale nell’ecosistema crypto.
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Yuriy Mazur, head of data analysis di CEX.IO Broker, una piattaforma per il trading di criptovalute tramite contratti differenziali, ha spiegato a Cointelegraph che questi dati suggeriscono ottimismo tra la maggior parte degli investitori sulla crescita del mercato nel breve termine. Di conseguenza, non hanno intenzione di rinunciare alle proprie posizioni, a prescindere dalle notizie negative che hanno agitato il mercato di recente:
“Con la previsione secondo cui il prezzo di Bitcoin decollerà dai livelli attuali di circa 45.000$ ad oltre 70.000$ entro la fine dell’anno, molti investitori sono già ansiosi di far parte di questo storico rally.”
L’interesse istituzionale è ancora vivo
Come fatto notare dal servizio di analisi on-chain CryptoQuant, le riserve di Bitcoin sugli exchange di derivati globali hanno continuato a diminuire verso livelli visti solo prima di maggio, quando la recente correzione non era ancora avvenuta. La compagnia ha confermato che al 10 agosto le riserve di derivati ammontavano a 1,256 milioni di BTC, la cifra più bassa dall’11 maggio.
Detto ciò, sembra che il Grayscale Bitcoin Trust stia assistendo di nuovo a un forte afflusso di fondi, mentre nuovi dati indicano che una crescente lista di operatori tradizionali ha continuato ad espandere le proprie riserve crypto nell’arco degli ultimi mesi. Non solo, molte informazioni suggeriscono che persino durante la fase più intensa della bull run di BTC di quest’anno, i saldi dei derivati si sono mossi in senso opposto. Il calo dei saldi ha caratterizzato solo l’inizio del rally verso i 64.500$.
Sembra che gran parte delle entità istituzionali non siano state minimamente scoraggiate dall’ondata di notizie negative che ha colpito il mercato crypto, come l’esodo dei miner dalla Cina o la vicenda in corso relativa alla legge sulle infrastrutture negli Stati Uniti. Questo è reso evidente dal fatto che questa settimana il bilancio totale di Bitcoin su tutti gli exchange ha raggiunto 2,44 milioni di BTC, un minimo intoccato da tre mesi.
Nessuna grande vendita in preda al panico
Non è un segreto che il crollo del mercato nel 2018 è stato causato in gran parte dalla mania delle initial coin offering che ha visto centinaia di startup accumulare miliardi di dollari in capitale solo per scomparire nel nulla poco più tardi. Quando la bolla è esplosa, la valutazione di mercato totale dell’intero settore è precipitata da 700 miliardi a 102 miliardi di dollari nell’arco di 11 mesi, registrando una perdita di oltre l’85%.
Il rally del prezzo nel 2021, invece, sembra essere stato provocato principalmente da solidi fattori macroeconomici, da investitori in cerca di beni rifugio, grazie alle politiche monetarie implementate dalle banche centrali in tutto il mondo. Per mettere le cose in prospettiva, nell’ultimo anno e mezzo il debito globale ha continuato a crescere, e attualmente equivale a più di 281.000 miliardi di dollari (circa il 355% del prodotto interno lordo mondiale).
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Infine, stando all’Istituto della finanza internazionale, questo debito non farà altro che crescere ulteriormente nel breve termine, di almeno altri 10.000 miliardi di dollari entro la fine del 2021, soprattutto mentre le varianti di COVID-19 continuano a diffondersi in tutto il mondo.
Considerando tutti questi dati, sembra che l’attuale slancio positivo nel mercato crypto sia dovuto principalmente a fondamentali solidi e una forte innovazione.