I clienti sono interessati alle criptovalute ma gli avvocati dovrebbero agire in maniera cauta, spiega un esperto

Pare che quello dei pagamenti in criptovalute sia un argomento di enorme interesse per avvocati e giuristi statunitensi. Durante la diciottesima edizione dell'annuale Legal Malpractice & Risk Management (LMRM) Conference, tenutasi dal 5 al 7 marzo a Chicago, il portale d'informazione Bloomberg Law ha notato parecchia curiosità per il settore delle monete digitali.

Questo improvvisa ondata d'interesse deriva principalmente dalla forte domanda dell'utenza: poiché l'industria blockchain continua a maturare, un numero sempre maggiore di clienti richiede ai propri avvocati ulteriori informazioni sui pagamenti in criptovalute.

Ciononostante, le opinioni degli esperti non sembrano al momento particolarmente positive. Matthew K. Roskoski, Viceconsulente Generale di Latham & Watkins, ha infatti commentato:

"Le criptovalute non sono adatte per il modello dei fondi fiduciari, gli avvocati non dovrebbero accettare criptovalute come garanzia."

Per quanto riguarda invece le Initial Coin Offering (ICO), Roskoski ha spiegato che questi strumenti di raccolta fondi risultano non soltanto estremamente rischiosi, ma anche parecchio difficili da gestire per i professionisti del diritto:

"Chi lavora nel settore delle ICO è soggetto a rischi e responsabilità mai stati affrontati prima. [Ma] è anche possibile guadagnare parecchio denaro, pertanto la gente non vuole ignorare totalmente questa opportunità."