Coinbase, crypto exchange con sede negli Stati Uniti, ha ricevuto la licenza per operare alle Bermuda e, stando a quanto riferito, si appresta a lanciare un exchange di derivati con sede in loco già dalla prossima settimana.

Secondo un post sul sito del 19 Aprile, Coinbase ha "ricevuto dalla Bermuda Monetary Authority — il regolatore finanziario della nazione — la licenza regolamentare per operare".

La licenza, una "Class F License" ai sensi del Digital Asset Business Act, consente a Coinbase di svolgere una serie di attività come la vendita e l'emissione di token. Permette inoltre di operare sia come exchange di asset digitali che come exchange di derivati di asset digitali.

Secondo un articolo del 19 Aprile pubblicato da Forbes, che riporta il nome di "una persona vicina all'azienda", Coinbase sta pianificando il lancio di un exchange di derivati alle Bermuda già dalla prossima settimana.

Coinbase ha indicato la chiarezza normativa come motivo per cui le Bermuda "sono state scelte come uno dei nostri hub finanziari" e ha spiegato che il suo quadro normativo "è noto da tempo per l'alto livello di rigore, trasparenza, compliance e cooperazione".

Alcuni esponenti della cripto-community ritengono che quest'ultimo sviluppo potrebbe essere l'inizio della fine per Coinbase negli Stati Uniti, visto che arriva solo un giorno dopo che il CEO Brian Armstrong ha rivelato, in occasione di un evento fintech a Londra, che l'exchange potrebbe prendere in considerazione l'idea di lasciare gli Stati Uniti a causa della mancanza di chiarezza normativa.

Coinbase ha appena ottenuto una licenza alle Bermuda per lanciare un servizio di trading sui futures.

Non manca molto prima che l'exchange principale di Coinbase lasci gli Stati Uniti, a meno che non cambi qualcosa nella SEC.

— Lark Davis (@TheCryptoLark) April 19, 2023

Armstrong ha espresso molto chiaramente la sua opinione sullo stato delle normative in materia di crypto negli Stati Uniti, sostenendo nel Novembre dello scorso anno che la Securities and Exchange Commission non è riuscita a fornire chiarezza normativa e sta spingendo gli investitori e le attività di trading all'estero

https://t.co/0HxlRiI6Sy era un exchange offshore non regolamentato dalla SEC.

Il problema è che la SEC non è riuscita a creare chiarezza normativa qui negli Stati Uniti, per cui molti investitori americani (e il 95% delle attività di trading) sono andati all'estero.

Punire le società statunitensi per questo non ha senso.

— Brian Armstrong (@brian_armstrong) November 10, 2022

Un altro chiaro vantaggio per un exchange con sede alle Bermuda è rappresentato dalle sue disposizioni fiscali. Le aziende che operano alle Bermuda sono tenute a pagare un'imposta sui salari, ma l'aliquota d'imposta sulle società è pari allo 0%, il che significa che i profitti sono esenti da imposte, rendendola una base interessante per le aziende che cercano di ridurre le spese.

L'ultimo sviluppo è un aggiornamento della campagna "go broad and go deep" di Coinbase, che cerca di "stabilire entità regolamentate e operazioni locali" per facilitare la crescita internazionale.

L'azienda ha inoltre fatto luce sui suoi progressi in Brasile, Canada, Singapore, Europa ed Emirati Arabi Uniti, aggiungendo che:

"Il nostro approccio a livello globale sarà coerente con quello adottato negli Stati Uniti: lavoreremo con i governi e le autorità di regolamentazione nei diversi mercati e punteremo sempre a essere la società di criptovalute più affidabile e conforme in ogni mercato". 

 Traduzione a cura di Matteo Carrone