L'exchange statunitense Coinbase ha citato il creatore di Bitcoin (BTC), Satoshi Nakamoto, nella sua recente richiesta di quotazione diretta sul mercato azionario, depositata presso la Securities and Exchange Commission.

Secondo il documento consegnato alla SEC, Coinbase ha inviato delle copie della sua dichiarazione di registrazione S-1 ai membri del team legale di Coinbase Global e allo studio legale californiano Fenwick & West. L'exchange indica inoltre Satoshi Nakamoto e l'indirizzo del genesis block di Bitcoin come destinatari di una copia del documento. 

Complessivamente, il leggendario creatore di Bitcoin viene menzionato quattro volte: il documento sostiene che la potenziale identificazione di Satoshi o il trasferimento dei BTC si presume in suo possesso potrebbero far deterioramento del prezzo sia di Bitcoin che di Ether (ETH).

Un'indagine sui primi blocchi di Bitcoin suggerisce che Satoshi abbia estratto almeno 1,1 milioni di BTC, oggi valutati circa 55 miliardi di dollari: peraltro, non è la prima volta che qualcuno sostiene che lo spostamento di queste monete potrebbe sconvolgere il mercato delle criptovalute. Piccole quantità di alcuni dei primi BTC, estratti nel 2010 e 2011, sono stati spostati di tanto in tanto dopo la bull run del 2017, portando a oscillazioni nel prezzo. Tuttavia, non ci sono abbastanza prove per suggerire che questi eventi abbiano avuto un effetto duraturo sul prezzo del Bitcoin.

Coinbase ha annunciato per la prima volta di voler lanciare una IPO nel dicembre 2020. Il documento depositato giovedì chiarisce come l’exchange abbia registrato un fatturato diretto di 1,1 miliardi di dollari nel 2020, in crescita rispetto ai 482 milioni di dollari del 2019. Anche se l'ultima valutazione di Coinbase, risalente al 2018, era di 8 miliardi di dollari, alcuni recenti report stimano che l'exchange potrebbe ora essere quotato in un range più vicino ai 100 miliardi di dollari.