Secondo alcuni analisti del settore delle criptovalute, il crollo dei mercati tradizionali causato dall'epidemia di COVID-19 ha ridotto il rischio che il prezzo di Bitcoin diminuisca in seguito all'halving.
Recentemente Chainalysis ha riunito svariati esperti dell'industria delle criptovalute, i quali hanno discusso dell'impatto che l'epidemia ha avuto e avrà su Bitcoin.
I miner sono pronti all'halving
Chris Bendikson, Head of Research di CoinShares, ritiene che il calo di prezzo di marzo abbia costretto i miner a prepararsi anticipatamente all'halving, che avrà quindi un effetto meno brusco sul loro rendimento.
I miner in possesso di equipaggiamento obsoleto hanno già interrotto le attività o aggiornato le proprie macchine:
"Il risultato sarà che in seguito all'halving, magari dopo qualche mese di volatilità potenzialmente pericolosa, l'industria del mining sarà in una posizione molto più forte grazie a costi complessivamente inferiori."
Secondo Bendikson, questo porterà ad una bull run nel breve termine:
"Ciò significa che i miner non dovranno vendere la maggior parte delle monete appena estratte, come invece avviene adesso. Se a questo si aggiunge l'effetto che l'halving stesso avrà sul prezzo, è possibile che stiamo assistendo alla formazione nel medio termine di un circolo virtuoso rialzista."
La crisi finanziaria ha dimostrato perché abbiamo bisogno di Bitcoin
Alex Laughton-Scott, Associate Director di CoinShares, ha invece sottolineato che la crisi ha fatto luce sui vantaggi offerti da Bitcoin:
"Gli elementi fondamentali sono cambiati? In breve, assolutamente no! E questo panorama globale potrebbe mettere in risalto Bitcoin, gli utilizzi di Bitcoin e il valore di questa criptovaluta. [...] Si sta formando la tempesta perfetta per Bitcoin, che accrescerà il prezzo nel medio termine."
Durante la crisi, tutte le correlazioni vanno a 1
Secondo Laughton-Scott, nei periodi di forte crisi tutte le correlazioni vanno a 1, vale a dire che tutto tende a muoversi nella stessa direzione. A tal proposito cita la contrazione di Bitcoin avvenuta a marzo, la quale è stata amplificata dalla bassa capitalizzazione di mercato rispetto ai mercati azionari tradizionali nonché da stop loss e trade automatici.
La buona notizia è che le correlazioni stanno tornando a livelli precedenti al crash:
"Se la correlazione continuerà a diminuire, e Bitcoin continuerà la propria ripresa, fornirà un interessante caso di studio per le istituzioni in merito a come questo asset si comporta durante una crisi globale. Si tratta di un dato molto importante, che potrebbe accrescere la domanda da parte delle istituzioni."