Il divieto degli annunci legati alle criptovalute è temporaneo, spiega il cofondatore di LinkedIn

Cointelegraph ha avuto modo di chiacchierare con Eric Ly, investitore ed imprenditore cino-americano e cofondatore di LinkedIn, dove per anni ha lavorato come CTO.

Nei primi anni della propria carriera, Eric ha detenuto posizioni tecniche in importanti compagnie come NeXT di Steve Jobs, IBM o General Magic, prima di diventare nel 2002 il cofondatore di LinkedIn assieme ad un compagno di Stanford ed altri colleghi. All'interno della nuova azienda, Eric si occupava di sviluppare integrazioni software con programmi come browser e Microsoft Outlook. L'uomo ha abbandonato LinkedIn nel 2006 per dedicarsi ad altri progetti.

Recentemente Eric ha lavorando ad un sistema di reputazione per gli ecosistemi delle Initial Coin Offering (ICO), così da aiutare le persone a compiere decisioni sicure durante l'acquisto o la vendita di beni.

Abbiamo discusso con Eric riguardo al nuovo progetto, al ruolo della reputazione nelle comunicazioni di ogni giorno, di social media e dello sviluppo delle criptovalute.

Riguardo al recente divieto sugli annunci legati al settore delle criptovalute imposto da colossi della rete come Facebook, Google e Twitter 

Penso che queste piattaforme adottino un approccio volutamente conservativo. Recentemente, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha posto molte domande e inviato numerosi mandati per ottenere informazioni da persone e aziende. Credo che per molte di queste compagnie si tratti di una misura protettiva, per non essere associate alle ICO: probabilmente desiderano evitare qualsiasi tipo di interazione sconveniente con la SEC.

Ma sono certo che si tratti di una mossa temporanea, in quanto il settore pubblicitario è incentivato a supportare quanti più domini possibili. Pertanto, quando gli enti di regolamentazione avranno chiarito la struttura normativa legata alla vendita di token, tale tipologia di annunci verrà nuovamente permessa su queste piattaforme.

Riguardo alle misure protettive per combattere le truffe, ed altri motivi del divieto

Questa è l'unica motivazione che mi viene in mente, perché nel primi anni duemila venne introdotto il Digital Millennium Copyright Act, che ha permesso a tutte le piattaforme digitali in rete di prendere le distanze dai contenuti caricati dagli utenti. Si tratta di una legge estremamente importante, che ha reso possibile la nascita del web 2.0. Gli annunci dovrebbero essere contemplati da questa normativa, indipendentemente da quale dominio si stia pubblicizzando.

Ma credo che tale divieto sia fondamentalmente una misura protettiva per queste piattaforme, così da non essere costrette a rispondere alle domande potenzialmente scomode della SEC.

Riguardo alle pubblicità legate alle criptovalute su LinkedIn

Non credo che LinkedIn abbia ancora preso una decisione, a differenza di altre piattaforme. Bisognerà vedere se deciderà di andare in quella direzione, tuttavia non mi stupirei se arrivassero ad una conclusione simile per ragioni altrettanto simili. Ma a questo punto sono solo congetture.

Eric Ly ha abbandonato LinkedIn nel 2006, fondato una piattaforma di eventi nel 2007, ed ora sta sviluppando un progetto estremamente sofisticato per la comunità delle criptovalute. È il CEO e fondatore di Hub, protocollo di fiducia basato su Blockchain.

Diamo un'occhiata al protocollo Hub

Ho molte versioni semplificate, sto cercando di scegliere la migliore. Hub mira ad implementare un sistema di reputazione all'interno della Blockchain. Crediamo che la fiducia e la reputazione siano molto preziose per le persone, e al momento queste si possono avere solo in sistemi centralizzati. Il nostro scopo è sostanzialmente inserire tali informazioni in una Blockchain, così che gli utenti possano controllare questi dati e trasferirli da una comunità ad un'altra. Nei prossimi anni, miliardi di persone in tutto il mondo stringeranno relazioni sicure utilizzando una Blockchain.

Si tratta di una sorta di social network, per così dire. Il nostro scopo è la realizzazione di un protocollo che verrà implementato in ogni genere di applicazione, sia nuova che già esistente. Stiamo tentando di dare vita ad un sistema di fiducia che possa essere adottato in numerosi social network e marketplace, così che le persone abbiano la possibilità di sfruttare la propria reputazione su varie piattaforme.

Una versione iniziale del protocollo è quasi pronta per essere rilasciata: stiamo lavorando al primo proof-of-concept per un sistema di reputazione progettato appositamente per gli ecosistemi ICO. Abbiamo pensato che fosse un buon modo per iniziare, un'ottima opportunità per mostrare il valore del protocollo stesso.

Riguardo alla condivisione di informazioni nelle interazioni di ogni giorno

Vediamo molti casi d'utilizzo legati all'acquisto o alla vendita di beni tra diverse industrie e domini. Crediamo che le transazioni abbiano effettivamente inizio sin dalle primissime interazioni: le persone scambiano informazioni e instaurano conversazioni. Anche in questo è presente un certo elemento di fiducia e reputazione.

Come facciamo a sapere se le informazioni che stiamo leggendo o la persona con la quale stiamo interagendo siano effettivamente attendibili? Vogliamo risolvere proprio questo problema. Perché si tratta della base sulla quale spesso le persone prendono decisioni importanti su cosa acquistare o vendere.

Pertanto l'intero processo inizia molto prima della transazione vera e propria. Noi vogliamo coprire l'intera fase d'interazione.

Riguardo ai token in un'istituzione di fiducia

I nostri token sono stati progettati per incentivare transazioni affidabili e raccogliere dati sulla reputazione degli utenti, così da, si spera, promuovere ulteriori interazioni affidabili. Durante la progettazione, uno dei nostri principali obiettivi è stato rendere impossibile l'acquisto diretto di fiducia.

I token offrono invece un meccanismo di stake per ogni genere di interazione tra gli utenti. Possiamo ad esempio immaginare uno scenario venditore-acquirente, oppure una situazione dove delle persone condividono tra loro informazioni. L'idea è che gli utenti possono mettere in gioco i propri token in tale interazione, come una sorta di contratto che garantisce l'affidabilità della stessa. Se la propria controparte è d'accordo, si ricevono indietro i propri token più qualche unità aggiuntiva da utilizzare in future interazioni. Ma se le cose non dovessero andare bene, allora i token impegnati nella transazione verrebbero donati ad altri utenti, danneggiati dallo scambio. Più o meno è così che dovrebbe funzionare.

Come misurare la reputazione

Non è possibile acquistare la propria reputazione: è questo il punto fondamentale. Altrimenti l'intero sistema sarebbe totalmente inutile! Pertanto il modo in cui calcoliamo la reputazione è grazie a tutte queste interazioni, nelle quale vengono messi in gioco i token degli utenti. La Blockchain archivia ogni singola transazione mai avvenuta all'interno della rete, dando vita ad una sorta di cronologia della reputazione: a questa viene infine attribuito un punteggio grazie ad un algoritmo.

Come dovrebbe funzionare l'intero sistema

Prendiamo ad esempio un marketplace, all'interno del quale un designer offre servizi di progettazione di siti ed un cliente cerca qualcuno che possa realizzare il suo portale in rete. È possibile registrare questa transazione sotto forma di contratto intelligente, che memorizzi sia i partecipanti che il risultato dello scambio. All'inizio della transazione, entrambe le parti impegnano una certa quantità di token, così che l'interazione possa avvenire in maniera sicura: il designer si impegnerà a fare un buon lavoro, mentre il cliente ad effettuare il pagamento al termine delle operazioni.

Se tutto va bene, vale a dire se qualcuno ha consegnato un lavoro e qualcun altro ha pagato, entrambe le parti ricevono indietro i propri token, con in aggiunta una piccola ricompensa. Se le cose invece non dovessero andare bene, si aprirebbe una disputa. Come fare a decidere chi ha ragione in questo caso? Forse il progetto è stato completato correttamente, ma il cliente non era soddisfatto per qualche motivo.

Riguardo alle dispute

In caso di disputa, un arbitro di terze parti si occuperà di decidere chi ha ragione. Il vincitore della disputa otterrà tutti i token impegnati nella transazione, mentre chi è nel torto perderà le proprie monete.

Si tratta pertanto di un incentivo che spinge gli utenti a comportarsi in maniera giusta ed affidabile. Tutto questo, come spiegato in precedenza, si lega al sistema di reputazione. Nel caso in cui il designer abbia realizzato molti progetti di qualità, egli inizierà a racimolare sempre più reputazione: questo gli permetterà di ottenere numerose proposte di lavoro sul marketplace.

Riguardo alla perdita di token dopo una disputa

Non sempre le persone riescono a dare il meglio di sé, ma questo non costituisce un problema. L'algoritmo di punteggio considera anche queste situazioni, e si assicura che ogni utente abbia col tempo la possibilità di migliorare la propria reputazione. Puntiamo alla realizzazione di un sistema giusto... forse anche un tantino troppo generoso!

Questa intervista è stata condotta al Global Blockchain Forum di Santa Clara, negli Stati Uniti, dal news editor di Cointelegraph Olivia Capozzalo, in collaborazione con il managing editor di Cointelegraph Lucrezia Cornèr.