'Sono emersi pochi utilizzi tangibili per Bitcoin', ha affermato il Wall Street Journal in un recente articolo

"Sono emersi pochi utilizzi tangibili per Bitcoin e la tecnologia blockchain alla sua base", ha affermato il Wall Street Journal (WSJ) all'interno di un recente articolo.

Nel 2017, spiega il celebre portale d'informazione, lo sviluppo delle criptovalute "è stato messo in secondo piano rispetto al desiderio di diventare ricchi". L'articolo ribadisce inoltre che "all'inizio del 2018, molti si chiedevano se Bitcoin sarebbe stato all'altezza delle aspettative dell'anno precedente": alla fine del 2018 la risposta è stata chiaramente "no".

Andy Bromberg, fondatore della piattaforma per la vendita di token Coinlist, ha sottolineato che il prossimo passo per le criptovalute sarà quello di comprendere "come trasformare questa tecnologia in prodotti utilizzabili dalle persone". Tuttavia il raggiungimento di questo obiettivo è ancora molto lontano:

"Bitcoin e le centinaia di monete digitali nate nel corso degli anni sono ancora perlopiù utilizzabili soltanto da sviluppatori."

Sviluppare applicazioni per la rete Ethereum (ETH) risulta inoltre molto meno intuitivo rispetto alle tradizionali piattaforme non-blockchain, continua il WSJ. Attualmente non esistono ad esempio developer kit per Ethereum che consentano di realizzare applicazioni per Android o iOS, pertanto "costruire un software per la rete Ethereum richiede lo sviluppo di un intero pacchetto di strumenti per connettere la propria applicazione alla piattaforma stessa."

Ciononostante il WSJ ammette che in futuro nuovi investitori istituzionali potrebbero interessarsi al settore, specialmente quando Bakkt verrà definitivamente lanciato dall'Intercontinental Exchange (ICE), l'operatore che gestisce anche il New York Stock Exchange (NYSE). L'avvio dei contratti future su Bakkt è previsto per i primi mesi di quest'anno.

Il WSJ conclude infine affermando che, "nonostante l'avvento di alcune importanti entità di Wall Street, i truffatori in questo settore ancora abbondano". Un'opinione simile è stata espressa recentemente anche da Jed McCaleb, cofondatore di Stellar, secondo il quale "il 90% dei progetti [che non sono Stellar, Ethereum o Bitcoin] sono una ca**ata. [...] Roba come Tron è soltanto spazzatura. Ma le persone ci investono ugualmente tonnellate di denaro, quando sono cose che semplicemente non funzionano a livello tecnico."