Le criptovalute non risolvono i problemi d'inclusione finanziaria, afferma l'avvocato Mehrsa Baradaran

Negli Stati Uniti, in una nota preparata in vista dell'imminente udienza del Senato durante la quale si discuterà di regolamentazioni per il settore blockchain, l'avvocato Mehrsa Baradaran afferma che le criptovalute non rappresentano una soluzione per inclusione finanziaria.

Politiche, non tecnologie

Baradaran spiega infatti che i problemi di inefficienza e disuguaglianza attualmente presenti nel mondo della finanza non possono essere risolti tramite l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia, bensì grazie all'introduzione di nuove politiche.

Simili problematiche, afferma la donna, andrebbero affrontate "in questa camera, non nell'ufficio di una start-up o in un white paper anonimo". Infine dichiara:

"Nonostante io condivida molti dei timori dell'industria delle criptovalute in relazione ai fallimenti del settore bancario, non credo che le monete digitali siano la soluzione migliore ai problemi d'inclusione ed equità finanziaria."

La Fed proteggerà la propria influenza

Mati Greenspa, analista di eToro, ha tuttavia risposto a tali affermazioni sottolineando che la Federal Reserve è incentivata a mantenere intatto il proprio potere, non incrementando in alcun modo il livello d'inclusione finanziaria:

"L'unico modo per costringerli al cambiamento è sconvolgendo il loro modello di business. Supportando Bitcoin e altre forme indipendenti di denaro, saranno costretti a competere con queste nuove tecnologie. Solo a questo punto otterremo l'inclusione di cui parli. È l'ABC del capitalismo, la Fed ha il monopolio!"

Anche Jeremy Allaire, fondatore e CEO di Circle, testimonierà dinanzi al Congresso degli Stati Uniti. Allaire discuterà di una vasta gamma di problematiche, come identità, privacy, sicurezza dei dati, approccio nazionale e internazionale alle regolamentazioni, nonché potenziale della tecnologia blockchain di migliorare il settore della finanza.