Sebbene sui social media sia montata la speculazione secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe ancora graziare Julian Assange prima di lasciare l'incarico, gli avvocati del fondatore di WikiLeaks si stanno preparando a diversi esiti legali differenti. Nel frattempo, però, gli utenti crypto hanno deciso di far sentire il loro supporto ad Assange.Â
Secondo Whale Alert, nell’ultima settimana gli utenti hanno donato una considerevole quantità di Bitcoin (BTC) per la difesa legale di WikiLeaks e Assange. Ieri qualcuno ha inviato 8,48 BTC, circa 280.000$ al momento della donazione, per sostenere il fondatore di WikiLeaks; mercoledì scorso un altro utente ha inviato 4,51 BTC, una transazione del valore di 125.000$.
"Qualcuno ha inviato 8,48 BTC (circa 281.000$) al wallet per le donazioni di WikiLeaks!"
A donation of 8.48 BTC (281,195 USD) was made to WikiLeaks Donation Wallet!
— Whale Alert (@whale_alert) January 4, 2021
Project: https://t.co/mcVJfZjaf0
Tx: https://t.co/5ZLPFxt4KP
Lo status legale di Assange nel Regno Unito rimane incerto. Ieri, il giudice distrettuale Vanessa Baraitser ha stabilito che il fondatore di WikiLeaks non sarà estradato negli Stati Uniti. Assange è attualmente in una prigione britannica: qualora fosse trasferito negli USA, potrebbe essere accusato di aver violato lo Espionage Act del 1917, per aver divulgato alcuni documenti che gli erano stati forniti dall'ex-analista dell’intelligence Chelsea Manning.
La decisione del giudice sembrava concordare con l'argomentazione del team legale di Assange, secondo cui il fondatore di WikiLeaks avrebbe subito un "deterioramento della sua salute mentale" a causa delle accuse formulate contro di lui. Gli avvocati di Assange hanno dichiarato che qualsiasi estradizione negli Stati Uniti lo avrebbe messo a "alto rischio di depressione grave, che avrebbe portato al suicidio".Â
In risposta alla sentenza il presidente del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, ha dichiarato di essere disposto ad offrire asilo politico ad Assange. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Lopez Obrador sarebbe favorevole a graziare il fondatore di WikiLeaks, riferendosi a lui come un giornalista bisognoso di protezione.Â
In particolare, il presidente ha affermato:
"Chiederò al ministro degli Esteri [...] di contattare il governo del Regno Unito in merito alla possibilità di liberare il signor Assange e di offrirgli asilo politico in Messico".Â
Prima che la decisione del giudice fosse resa pubblica, alcuni personaggi di alto profilo del mondo crypto avevano espresso il loro sostegno ad Assange, nel tentativo di spingere Trump a concedere ad Assange la grazia prima di lasciare l'incarico il 20 gennaio.
Domenica scorsa il CEO di Blockstream, Adam Back, ha scritto su Twitter che Assange dovrebbe essere rilasciato, considerato il suo ruolo di giornalista:
"Julian è un giornalista, questo è un dato di fatto. Col suo lavoro ha portato alla luce delle condotte illecite. È come in quei luoghi del mondo in cui i giornalisti vengono fatti sparire, lui sta affrontando l'ipocrita variante occidentale di questo fenomeno, portata avanti da un che establishment non rappresenta la volontà popolare: è una macchina da guerra che ha a cuore soltanto il proprio interesse.
Julian is a journalist. Fact. Inconvenient exposure for malfeasance. It's like countries where journalists are disappeared, but the two faced western variant, from establishment that does not represent the public will, and is a rogue self-interested tactical war machine. https://t.co/mTmZ1VakTr
— Adam Back (@adam3us) January 3, 2021
Sui social media sono circolate varie voci, per ora non confermate, secondo cui Trump starebbe considerando di concedere la grazia ad Assange, oltre che al fondatore di Silk Road, Ross Ulbricht, e al whistleblower Edward Snowden. Tuttavia, a soli 16 giorni dalla fine del suo mandato alla Casa Bianca, per il presidente degli Stati Uniti il tempo stringe.