Brave, browser per Internet che integra una criptovaluta, continua a guadagnare popolarità: ha superato i quattro milioni di utenti al giorno.
Brendan Eich, cofondatore e CEO di Brave nonché ex CEO di Mozilla, ha anche svelato su Twitter che ogni mese il browser viene utilizzato da ben 12,2 milioni di utenti.
Anche il numero di creatori di contenuti che ricevono regolarmente Basic Attention Tokens (BAT), il token nativo di Brave, è notevolmente aumentato: attualmente circa 447.000 publisher partecipano attivamente al network.
Oltre il 50% dei publisher di Brave opera su YouTube
Oltre metà dei creatori di contenuti di Brave, circa 268.600, operano su YouTube: una crescita del 560% rispetto ai 40.390 di un anno fa.
Alla seconda posizione troviamo Twitter, con già 52.150 publisher nonostante il supporto per il social network sia stato aggiunto soltanto lo scorso anno. Seguono i creatori di contenuti su siti web personali (45.400, +220% rispetto al 2019), Twitch (33.000, +760%) e Reddit (30.700, anche in questo caso Brave supporta la piattaforma da soltanto un anno).
Più basse invece le cifre di Github e Vimeo, che attualmente presentano rispettivamente 10.550 e 6.660 publisher. Su Soundcloud non è invece presente alcun creatore di contenuti che sfrutta il network Brave.
Tuttavia, al momento esistono soltanto 254.327 indirizzi BAT: si evince pertanto che molti publisher operano su più piattaforme contemporaneamente.
Brave permette di guadagnare crypto guardando pubblicità
Brave, browser gratuito con funzioni di AD e tracker blocking incorporate, è stato lanciato ufficialmente nel gennaio del 2016. Nonostante il software blocchi automaticamente le pubblicità, gli utenti possono scegliere di visualizzare le inserzioni approvate da Brave per guadagnare Basic Attention Token.
I BAT possono essere poi utilizzati per supportare in maniera diretta i propri creatori di contenuti preferiti, a patto che questi abbiano aderito al programma di Brave per publisher.
Brave esorta il Regno Unito a regolamentare più duramente Google
Lo scorso mese, Brave ha accusato l'ufficio per la tutela dei consumatori del Regno Unito di non aver applicato efficacemente le norme che dovrebbero impedire a Google di raccogliere in massa i dati dei cittadini.
Durante un'intervista con la redazione di Cointelegraph, Johnny Ryan, Chief Policy and Industry Relations Officer di Brave, ha dichiarato che l'offerta in tempo reale di annunci pubblicitari ideata da Google rappresenta "la più grande violazione di dati al mondo."
Lo scorso mese Brave ha integrato nativamente Wayback Machine, un servizio che consente agli utenti di accedere ai contenuti rimossi dal Web.