Nel mese di aprile, il costo medio delle commissioni di Bitcoin (BTC) è aumentato di quasi il 200% rispetto a marzo: lo rivela un resoconto recentemente pubblicato dalla società di ricerca Diar.
Lo studio svela inoltre che i miner di Bitcoin hanno guadagnato ben 13,7 milioni di dollari dalle sole commissioni: un incremento del 71% rispetto ai 3,9 milioni registrati a marzo. Oltretutto, i profitti di aprile derivati dal mining hanno subito un incremento del 30% rispetto al mese precedente, raggiungendo un importo pari a 291 milioni di dollari.
Anche il volume delle transazioni on-chain è aumentato, di un ottimo 43%. Segregated Witness (SegWit) ha raggiunto il 40% delle transazioni totali per blocco, con blocchi che hanno superato regolarmente il limite di un megabyte. Lo scorso anno, l'utilizzo medio di SegWit era soltanto del 26%.
Il numero di transazioni on-chain registrate ad aprile si è avvicinato al massimo storico di 11,2 milioni, raggiunto a dicembre 2017, mentre i tempi di conferma dei blocchi risultano inferiori dell'84% rispetto a quelli osservati nello stesso periodo. Ciononostante, il numero di Bitcoin effettivamente spostati sulla rete rimane circa 1/3 rispetto al picco del 2017.
Stando al resoconto, se l'attività dovesse raggiungere il medesimo livello, il costo delle commissioni aumenterebbe esponenzialmente:
"Diar stima che, agli attuali livelli di utilizzo di SegWit, le commissioni potrebbero salire fino al 300% se i movimenti on-chain di Bitcoin fossero simili a quelli registrati alla fine del 2017".
All'interno dello stesso rapporto, Diar ha anche svelato che i volumi di Ethereum (ETH) sulle applicazioni decentralizzate (DApp) hanno registrato un nuovo massimo storico. Ciononostante, il numero di nuove DApp lanciate sulla blockchain risulta sorprendentemente basso.