Storicamente, il dibattito su Ethereum si è focalizzato sul costo eccessivo delle gas fee. Quest'anno le commissioni sono notevolmente diminuite rispetto agli anni passati, in parte grazie ai rollup; ma durante il crollo del 4-5 agosto, sono divenute sproporzionatamente elevate. Quindi, qual è il problema?
La sorprendente risposta è che... non c'è alcun problema, tutto ha funzionato come previsto: i picchi periodici delle gas fee sono il risultato di un mercato aperto durante i periodi di forte domanda. Chi ritiene che questo fenomeno sia problematico ha una visione errata del futuro delle criptovalute.
Ma facciamo un passo indietro. La filosofia dello scaling modulare si basa sull'idea che le blockchain non siano reti che elaborano attività, bensì distributrici di un bene scarso: lo spazio sicuro all'interno dei blocchi. Come qualsiasi altro bene scarso – terreni, petrolio o elettricità – lo spazio sicuro dei blocchi viene continuamente venduto all'asta al miglior offerente, e solitamente il vincitore è chi ne ha più bisogno (spesso una whale, o un acquirente wholesale come un Layer-2).
Le chain monolitiche mirano a servire tutti gli utenti in maniera paritaria. Ma questa filosofia è insostenibile perché le blockchain non sono dei normali network, non sono comparabili alla rete Internet. Se un video o un'e-mail subissero un rallentamento, non è un grosso problema; ma se un'importante transazione finanziaria venisse eseguita in ritardo, i risultati potrebbero essere catastrofici. Le blockchain sono livelli di trasferimento e regolamento prevedibili e sicuri: in tutti gli altri contesti in cui viene fornito un servizio di questo tipo, sia il servizio che il costo sono gerarchizzati.
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Immaginate se un ufficio postale applicasse la stessa tariffa sia per le spedizioni standard che per quelle prioritarie: tutti ovviamente opterebbero per la seconda opzione, anche per i pacchi non prioritari. Affinché il prezzo dell'offerta sia sempre inferiore alla domanda, è necessario aggiungere costantemente capacità per evitare che le tariffe salgano sempre di più.
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Ma su una chain modulare questo fattore non è particolarmente importante. Gli utenti fanno trading su L1 perché desiderano il più alto livello di sicurezza, e la sicurezza è particolarmente importante solo se si effettuano grandi transazioni. Una società di trading che fa uno swap da 5 milioni di dollari non si preoccupa se il gas scende a 500 gwei: questo non ha alcun impatto sui loro profitti.
Gli altri player dei Layer-1 sono solitamente i fornitori wholesale, come i rollup. Nemmeno queste entità si preoccupano delle oscillazioni a breve termine delle commissioni: i loro margini di profitto sono buoni quando l'attività sulla rete è normale e le tariffe sono basse. Questo crea un cuscinetto che consente loro di operare in perdita durante i picchi.
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Tutti i mercati di beni scarsi funzionano in questo modo. Ad esempio, le compagnie aeree e le stazioni di servizio sono acquirenti wholesale di prodotti petroliferi. Quando il prezzo del petrolio è basso, hanno un margine di profitto maggiore; quando invece il prezzo del petrolio aumenta, assorbono le spese e a volte persino operano in perdita. E se il petrolio continua a costare tanto, aumentano gradualmente i prezzi del loro prodotti e servizi. L'importante è che i clienti retail (i passeggeri dei voli, gli automobilisti...) si trovino a un "layer" differente, non influenzati in maniera diretta dalle oscillazioni del petrolio.
Tuttavia, durante il crollo del 4-5 agosto, anche le rollup gas fee hanno subito un'impennata. Stando a tutto ciò che ho scritto finora, questo non sarebbe dovuto accadere: il motivo per cui è successo è che il mercato delle rollup fee è ancora molto immaturo. Col tempo, la maggiore competizione tra i Layer-2 farà abbassare i prezzi: non solo a livello assoluto, ma anche in termini di volatilità. Alcuni L2 persino promuoveranno le fee più basse rispetto alla concorrenza. Quando ciò accadrà, i sequencer accumuleranno parte dei loro profitti durante i periodi positivi per assorbire gli shock durante quelli negativi.
Sono certo che in futuro il costo delle gas fee sarà più "astratto" per utenti finali, in particolare da quelli retail. Lo vediamo già per alcune operazioni, come le transazioni in USD Coin (USDC) su Base. Parte dell'attrattiva di lanciare un proprio network L2 è proprio la possibilità di trattare i costi del gas come un loss leader. Lo stesso accadrà con le dApp (un esempio è UniswapX, che mangia parte delle gas fee a causa del MEV) e del fornitori di wallet. Questa evoluzione dell'esperienza utente potrebbe avvenire anche su chain monolitiche, ma sarà più stabile su chain modulari.