eToro, nota piattaforma di trading con sede in Israele, fatica a tenere il passo con la domanda dei trader di criptovalute. In una e-mail inviata ai clienti, l'azienda scrive:

"La domanda senza precedenti per criptovalute, unita a una liquidità limitata, rappresenta una sfida per la nostra capacità di supportare ordini BUY nel week-end."

Di conseguenza, la piattaforma avvisa che "potrebbero essere introdotti dei limiti per gli ordini BUY di criptovalute" e che "gli spread degli asset crypto potrebbero essere molto più ampi del solito".

La piattaforma eToro è pertanto divenuta vittima del suo stesso successo. Recentemente Brad Michelson, Marketing Manager della compagnia, ha svelato che negli 11 giorni precedenti 380.000 utenti hanno registrato nuovi account sulla piattaforma, e che i volumi di trading sono 25 volte più alti rispetto allo stesso periodo nel 2020. Ad oggi, eToro vanta oltre 17 milioni di utenti registrati.

Mati Greenspan, fondatore di Quantum Economics nonché ex analista di eToro, ha spiegato a Cointelegraph che questo avviso da parte dell'azienda è "sintomo di una potenziale crisi di liquidità imminente."

Ha inoltre sconsigliato ai suoi follower su Twitter di provare a spostare i fondi fuori dalla piattaforma:

"Non sposterei niente per il momento, allacciate le cinture."

La scorsa settimana, eToro ha introdotto delle restrizioni per gli utenti europei che facevano uso di margin trading: a causa dei maggiori rischi di mercato, i depositi minimi sono stati incrementati a 1.000$.

Anche altri exchange stanno assistendo a un aumento dei volumi di trading. Il 12 gennaio, il volume giornaliero di Coinbase ha raggiunto un picco di 9,5 miliardi di dollari, una cifra di oltre il 50% maggior rispetto al massimo precedente di 6,5 miliardi. Sempre il 12 gennaio su Binance sono stati scambiati asset digitali per un valore di oltre 30 miliardi di dollari, anche in questo caso superando il precedente massimo di 23,7 miliardi.

Questa crisi di liquidità si espanderà presto anche ad altri exchange, ha previsto Greenspan. Da sei mesi a questa parte, le grandi istituzioni stanno infatti acquistando ingenti quantità di Bitcoin: molti più di quanti i miner riescano a produrne. Se questo trend dovesse continuare, il prezzo della criptovaluta è destinato ad aumentare.