L'Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA) indagherà sull'interconnessione delle banche tradizionali con le istituzioni finanziarie non bancarie (NBFI).
L'autorità di regolamentazione bancaria dell'Unione Europea, il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) e il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) valuteranno gli hedge fund, il private equity e le piattaforme crypto.
L'intenzione è stata resa nota dal presidente dell'EBA, José Manuel Campa, durante un'intervista del 3 gennaio al Financial Times. Campa ritiene che l'intera "catena sottostante alle NBFI" debba essere tracciata per comprendere la portata del potenziale di contagio tra istituzioni finanziarie bancarie e non bancarie in una situazione di stress:
"Dovremmo fare di più e faremo di più. Dobbiamo comprendere l'intera catena sottostante alle NBFI".
L'esecutivo ha rivelato come l'EBA abbia già valutato le esposizioni di bilancio delle banche verso soggetti non bancari, compresi i prestiti. Egli ritiene che le NBFI costituiscano un "settore opaco" con una qualità "non omogenea" dei dati disponibili.
Secondo le stime dell'FSB, il valore totale delle attività detenute dalle NBFI sfiora i 218.000 miliardi di dollari, pari a circa il 46% del totale delle attività globali. In confronto, le banche tradizionali possiedono circa 183.000 miliardi di dollari.
A novembre 2023, l'EBA ha proposto nuove linee guida di settore per l'antiriciclaggio e la lotta al finanziamento del terrorismo (AML/CFT) del settore crypto. In particolare, l'EBA ha suggerito di unire i criteri AML/CFT per i provider di servizi di pagamento e i provider di servizi di crypto asset (CASP). Ha inoltre proposto di obbligare i CASP a "consentire la trasmissione di informazioni in modo continuo e interoperabile" migliorando l'interoperabilità dei loro protocolli.
Traduzione a cura di Walter Rizzo