Il prezzo di Bitcoin continua ad aumentare, così come la consapevolezza fra il grande pubblico: oggigiorno è possibile trovare richiami alla principale criptovaluta in molte opere di stampo mainstream.

In occasione delle festività di Pasqua, Cointelegraph Italia vi propone cinque interessanti Easter egg legati al mondo di BTC!

"sknab rof tuoliab dnoces fo knirb no rollecnahC"

Sulla linea #1616 del codice originale di Bitcoin è presente una stringa esadecimale che, se convertita in testo alfanumerico, appare così: "sknab rof tuoliab dnoces fo knirb no rollecnahC 9002 / naJ / 30 semiT ehT".

Da destra a sinistra, si legge: "The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks", ovvero la stessa frase incorporata nel primissimo blocco di Bitcoin.

Si tratta del titolo di un articolo del Times risalente al 3 gennaio 2009, che informava come il governo del Regno Unito avesse intenzione di salvare le banche del Paese dalla crisi economica mondiale innescata dal fallimento dell'americana Lehman Brothers. È stato proprio questo contesto politico ed economico ad aver spinto Satoshi Nakamoto a creare Bitcoin.

Bitcoin nelle vie di Parigi

Nel corso delle proteste francesi portate avanti dai gilet gialli, il noto artista di strada Pascal Boyart (Pboy) ha realizzato a Parigi un murales contenente un puzzle con all'interno 0,26 BTC.

L'opera è una versione contemporanea del celebre dipinto di Eugène Delacroix, "La Liberté Guidant le Peuple" (La Libertà che guida il popolo).

"In occasione del decimo anno dal Genesis Block, ho dipinto questo murales a Parigi con un puzzle da 0,26 BTC", ha spiegato Pboy. L'enigma è stato risolto da Antoine Giver, ingegnere specializzato in tecnologia blockchain: illuminando l'opera con della luce UV, appariva il codice per riscattare i BTC e altri messaggi nascosti.

Mattoncini Lego da migliaia di dollari

Andy Bauch è un artista che crea incredibili mosaici utilizzando migliaia di mattoncini Lego. Nel 2017 ha realizzato una serie di quadri astratti a tema criptovalute: questi nascondevano le chiavi private di diversi wallet, il cui valore complessivo era di circa 10.000$.

Il titolo di ogni opera comunica senza troppi fronzoli quale criptovaluta è contenuta all'interno del quadro, nonché il valore del wallet in dollari al momento della creazione.

Il titolo di quest'opera è "Bitcoin Initially Valued at $60"

Per chi fosse interessato, il programmatore James Stanley spiega sul proprio blog come è riuscito a risolvere l'enigma e a riscattare i Bitcoin contenuti nei quadri.

"Mr. Satoshi" in Google Home

Lo smart speaker di Google Home permette di parlare con Satoshi Nakamoto... o per lo meno con una sua versione digitale. Basta dire "Ok Google" e successivamente chiedere di parlare con Mr. Satoshi. “Okay, chiamo il signor Satoshi”, risponderà Google Home.

Dopo qualche secondo, una voce identica alla precedente affermerà: “Ciao, sono Mr Satoshi. Su quale criptovaluta vuoi essere aggiornato?” A questo punto, Google Home fornirà i prezzi in tempo reale delle monete digitali richieste.

Un enigma da 310 BTC

A fine 2018, un anonimo personaggio conosciuto come "Pip" ha dato inizio alla "Bitcoin Challenge": all'interno di un'immagine in bianco e nero ha nascosto un wallet contenente ben 310 BTC, nonché tre indirizzi più piccoli da 0,31 BTC, 0,2 BTC e 0,1 BTC, e ha poi invitato la community a risolvere l'enigma.

Pip racconta di essere stato un early adopter di Bitcoin, e di aver voluto condividere parte del proprio patrimonio con altri appassionati della criptovaluta:

"Fino a qualche tempo fa, Bitcoin non valeva molto in termini di USD. Ma io sono stato un early adopter, io c'ero! Li estraevo quotidianamente con il mio computer desktop, e in un secondo momento ne ho anche comprati molti di più. È stato il mio miglior investimento di sempre!

I miei BTC si sono rapidamente trasformati in un vero e proprio tesoro: non rivelerò alcuna cifra esatta, ma posso dirvi che Bitcoin ha cambiato la mia vita per sempre. [...] Ho pensato che sarebbe stato carino regalarli a qualcun altro nell'universo, dato che non ne ho bisogno. Solo per divertimento. In fin dei conti, anche io li ho ottenuti gratuitamente!"