Harvard: simulazione di crisi in materia di valute digitali

La Kennedy School di Harvard ha realizzato una simulazione dal vivo di una seduta del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca. L’evento, denominato “Digital Currency Wars”, ha preso in esame l’eventuale scenario futuro in cui l’adozione dello yuan digitale avrebbe portato a un test missilistico nordcoreano.

Se le sanzioni falliscono, come manterranno il potere gli USA?

La simulazione era proiettata a due anni in un futuro in cui lo yuan digitale era già stato lanciato da 20 mesi. Ma questo ipotetico yuan digitale non ha soltanto dominato il comparto nazionale cinese dei pagamenti: infatti, la sua semplicità d’uso e la presenza dell’iniziativa "Nuova Via della Seta" ne stanno facilitando l’adozione in tutto il Sud-Est asiatico. 

La simulazione include la notizia lampo di un test missilistico nordcoreano, molto più avanzato di quanto Washington immaginasse. Nel contesto della simulazione, gli Stati Uniti hanno pensato che il test fosse stato finanziato tramite l’evasione delle sanzioni internazionali grazie all’utilizzo dello yuan digitale. 

Alla luce del fallimento delle sanzioni, il Consiglio di sicurezza nazionale simulato ha discusso le alternative da presentare al presidente.

Gli USA diventano dipendenti dalla collaborazione cinese

Uno dei punti fondamentali è stato che a quel punto gli USA sarebbero divenuti dipendenti dai cinesi. Il Segretario del Tesoro simulato ha sottolineato:

“Non riusciremo a mettere in ginocchio economicamente la Corea del Nord senza la collaborazione della Cina e sicuramente non ci riusciremo se il loro obiettivo è quello di vederci fallire.”

Il Segretario ha inoltre ricordato i 30 anni di storia in cui gli Stati Uniti hanno fallito nel persuadere la Cina a usare la sua influenza. 

La seduta è stata interrotta in medias res da un’altra notizia lampo relativa a un attacco informatico al sistema SWIFT e al conseguente furto di 3 miliardi di dollari da banche commerciali in Germania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. 

Un esperimento interessante

Le raccomandazioni finali che il gruppo ha deciso di presentare al presidente hanno previsto l’adozione di provvedimenti volti a prevenire una biforcazione dell’economia mondiale. 

Utilizzare lo SWIFT come deterrente si è rivelata una strategia poco efficace, sebbene alcuni in sede di riunione intendessero comunque adoperare strategie già esistenti ma intensificandone la forza. I partecipanti più all’avanguardia hanno invece sostenuto che si dovesse fare di più, affinché gli USA riescano ad avere una valuta digitale altrettanto potente e a resuscitare la loro influenza a livello finanziario. 

Questo implica esercitare pressioni a livello diplomatico per indurre la Cina a collaborare, utilizzare ogni mezzo per rilevare le infrazioni nordcoreane alle sanzioni, oppure sviluppare un proprio dollaro digitale. La minaccia di pressioni a livello militare è stata considerata un’alternativa poco percorribile. 

Minaccia alla superiorità del dollaro

Poiché i decisori politici statunitensi stanno interagendo sempre di più con gli ambienti della blockchain e delle criptovalute, il legislatore ha invitato all’adozione tempestiva di una normativa che dia fondamento legale alla nuova tecnologia e agli asset digitali ad essa correlati, di modo da non rimanere indietro rispetto a nazioni più permissive.

Al momento sono almeno 7.000 i brevetti cinesi basati sulla blockchain, ossia tre volte di più rispetto a quelli statunitensi. 

Di recente è stato dichiarato che lo yuan digital è nella fase più avanzata di sviluppo e che probabilmente sarà lanciato nei prossimi 6-12 mesi.