Il regolatore finanziario giapponese ispezionerà personalmente i 15 exchange non ancora certificati del paese

Stando a quanto riportato in data 16 febbraio dal The Japan Times, in seguito all'attacco informatico ai danni di Coincheck, la Financial Services Agency (FSA) in Giappone condurrà una serie di ispezioni in loco delle 15 piattaforme di exchange di criptovalute ancora in attesa di certificazione.

Coincheck, servizio di exchange con base operativa in Giappone, il 16 gennaio è stato vittima di un terribile attacco informatico che ha portato al furto di un gran numero di NEM, per un valore di circa 530 milioni di dollari.

In Giappone, in seguito all'iniziativa avviata ad aprile dello scorso anno allo scopo di legalizzare il Bitcoin (BTC) come metodo di pagamento, gli exchange di criptovalute devono essere approvati dal governo prima di poter operare. I servizi già attivi prima di quella data hanno invece potuto continuare le proprie operazioni in attesa della conferma di certificazione.

Coincheck, al momento dell'attacco non ancora ufficialmente certificato ma in fase di revisione, in data 2 febbraio è stato ispezionato personalmente dalla FSA, per assicurare che le informazioni degli utenti fossero al sicuro.

In seguito all'attacco, la FSA ha ordinato a tutti gli exchange del paese di inviare resoconti dettagliati riguardo ai propri sistemi di sicurezza. Dopo aver ricevuto rapporti dai 16 exchange certificati e dai 15 non ancora ufficialmente approvati, la FSA condurrà per quest'ultimi delle ispezioni in loco. Coincheck ha già inviato il proprio rapporto al governo il 13 febbraio.

Il Ministro dei Servizi Finanziari Taro Aso afferma che l'ispezione sul posto presterà particolarmente attenzione alle misure di sicurezza dei sistemi informatici e alla gestione delle informazioni dei clienti.