Joe Lubin: Ethereum e Bitcoin non hanno dovuto affrontare le regolamentazioni, a differenza dei nuovi progetti

Ethereum e Bitcoin (BTC) non hanno dovuto affrontare le regolamentazioni: lo ha affermato Joseph Lubin, cofondatore di Ethereum, durante una recente intervista con il portale d'informazione Forkast.

Durante l'intervista, che ha avuto luogo alla conferenza Hong Kong FinTech Week, Lubin ha sottolineato che tutti i nuovi progetti devono sottostare alle regolamentazioni e che l'applicazione delle leggi sui titoli azionari sta avendo un forte impatto sul settore delle criptovalute.

Non puoi più vendere un utility token

Lubin ha affermato che, per attrarre investitori, tutti i nuovi progetti devono promettere che il valore del token aumenterà. Tuttavia, dato che l'incremento di prezzo è solitamente legato al lavoro degli sviluppatori, per definizione un asset che viene venduto è un titolo azionario.

E di conseguenza:

"A questo punto si applicano le leggi sui titoli azionari, e non puoi vendere un utility token in quanto non si tratta di un utility token: è un titolo tokenizzato. Non puoi vendere l'asset in maniera ampia ed equa."

I vantaggi di Ethereum rispetto alla concorrenza

Lubin ha sottolineato che Ethereum, essendo pioniere del settore, ha goduto di un notevole vantaggio. In particolare, gli sviluppatori di Ethereum hanno potuto vendere la propria criptovaluta senza alcun rispetto delle leggi sui titoli azionari, in quanto operavano in un'industria ancora perlopiù non regolamentata.

Al contrario i progetti concorrenti non possono semplicemente affermare di star vendendo un utility token, perché a quel punto sarebbero costretti a registrare l'asset come titolo azionario.

Per tale motivo, a causa delle regolamentazioni è "molto, molto difficile anche per un progetto estremamente solido dal punto di vista tecnico riuscire a sfidare Ethereum, dato il vantaggio di tempistica e l'ampio effetto network di cui gode il progetto."

Un recente esempio dell'applicazione al settore delle criptovalute delle normative sui titoli azionari è il caso di Telegram. L'azienda ha recentemente richiesto alla Corte Distrettuale Meridionale di New York di scartare le accuse avanzate dai regolatori statunitensi, secondo i quali il token Gram sarebbe una security.