Kraken, exchange di asset digitali con sede negli Stati Uniti, ha annunciato che a partire da oggi inizierà a supportare la memecoin Shiba Inu (SHIB).

Il deposito minimo è di 373.000 SHIB (16$), mentre il volume minimo di trading è di 50.000 SHIB (2$). SHIB sarà inizialmente negoziabile con dollaro statunitense ed euro. Tuttavia, futures e margin trading per SHIB non saranno disponibili al lancio.

"Nuovo annuncio su Kraken: disponibili adesso i depositi per @Shibtoken $SHIB! Il trading è attivo dal 30 novembre."

L'amministratore delegato di Kraken Australia, Jonathon Miller, ha riferito a Cointelegraph che l'azienda supporta progetti con una chiara domanda di trading, tra cui SHIB.

Al momento della pubblicazione, SHIB è l'undicesima criptovaluta più capitalizzata con 25,81 miliardi di dollari. Alla notizia della quotazione, il prezzo dell'asset è cresciuto del 35%. Miller ha aggiunto: "Non definirei Kraken un portale dove viene quotata qualsiasi criptovaluta, non è quello per cui siamo conosciuti."

Kraken non è un exchange particolarmente cauto nelle proprie quotazioni, con 93 asset in totale. Al contrario Coinbase supporta 51 asset, mentre Robinhood soltanto sette.

Per preoccupazioni normative, diversi exchange hanno esitato a listare la moneta ispirata a Dogecoin, nonostante la crescente pressione da parte dei loro utenti. Venerdì SHIB ha superato un milione di detentori, malgrado il suo prezzo si sia praticamente dimezzato rispetto al massimo storico.

Il 10 novembre, il direttore operativo di Robinhood Christine Brown ha riferito che la strategia della piattaforma "è diversa da quella di molti altri player là fuori, che in questo momento fanno a gara per quotare il maggior numero possibile di asset". È presente una petizione su Change.org, con già oltre mezzo milione di firme, che richiede che Robinhood listi la moneta Shiba Inu.

Miller ha poi aggiunto:

"Ci sono alcuni nostri servizi che non si adattano realmente allo stampo normativo. C'è quindi questa zona grigia in cui l'intera industria esiste, e che non è adatta a noi. Abbiamo a che fare con una tecnologia innovativa che non può adattarsi ai criteri dei regolatori".

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Descrivendo l'attuale clima normativo per gli exchange di asset digitali, il responsabile legale di Robinhood, Dan Gallagher, ha riferito alla conferenza sulla qualità dei mercati finanziari della Georgetown University il 19 novembre che "è una situazione molto tesa, e richiede una chiarezza normativa che non abbiamo".