Secondo Anja Manuel, ex funzionario del Dipartimento di Stato, se gli Stati Uniti non saranno in grado di mantenere la posizione dominante nell'innovazione finanziaria e nei pagamenti, ciò potrebbe influire sulla loro politica di sicurezza nazionale, in particolare sulle sanzioni.

Il 21 Aprile, parlando con Brian Armstrong, CEO di Coinbase, e con gli ascoltatori in una discussione su Twitter Spaces, Manuel ha affermato che siccome gli Stati Uniti erano uno dei maggiori leader globali nei pagamenti, il governo poteva applicare sanzioni a "cattivi attori" come l'Iran o la Corea del Nord. Secondo Manuel, mantenere il Paese leader nell'innovazione con regole chiare ha rafforzato i controlli sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma la Cina sembra stia recuperando terreno sulla dominance nei pagamenti mobile "sia in termini di complessità che di scala".

"Mentre negli Stati Uniti ci attardiamo e non disponiamo di un quadro normativo ponderato, la Cina sta avanzando e molti altri stanno facendo lo stesso", ha dichiarato Manuel. "Se le soluzioni di pagamento cinesi, ad esempio, conquistassero una posizione dominante nel mondo in via di sviluppo, [le sanzioni] diventerebbero molto, molto più difficili".

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— Brian Armstrong (@brian_armstrong) April 21, 2023

Gli Stati Uniti applicano le sanzioni attraverso l'Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro, che ha annunciato diverse azioni contro cittadini e gruppi russi in relazione al loro coinvolgimento nella guerra contro l'Ucraina — comprese le sanzioni sui cripto wallet. L'ex funzionario del Dipartimento di Stato ha affermato che le sanzioni generalmente funzionano "in un mondo di banche tradizionali" e di aziende blockchain "responsabili", ma non quando ci sono soluzioni fintech a disposizione degli individui che cercano di aggirarle.

Manuel ha aggiunto:

"Altri Paesi si stanno organizzando, da Singapore al Regno Unito all'UE. Non è impossibile, solo che negli Stati Uniti non è successo. Negli Stati Uniti, la regolamentazione è stata quasi interamente affidata alle azioni di enforcement della SEC".

La discussione su Twitter Spaces faceva parte della campagna "Crypto435" di Coinbase, volta a promuovere politiche e candidati pro-crypto negli Stati Uniti. Armstrong ha ribadito l'invito all'azione tra gli elettori statunitensi pro-crypto a seguito del Wells notice ricevuto a Marzo dall'exchange — che suggerisce una potenziale azione di enforcement da parte della Securities and Exchange Commission.

"I Paesi non aspetteranno che gli Stati Uniti facciano le cose per bene", ha dichiarato Tomicah Tillemann, ex consigliere senior di due Segretari di Stato americani, a proposito della regolamentazione. "Al momento, ci sono 114 governi diversi che si trovano in una fase piuttosto avanzata di studio delle proprie valute digitali delle banche centrali. Più della metà di questi sono molto avanti nel processo".

Armstrong è stato uno dei critici più accesi tra i principali leader statunitensi dei crypto exchange, affermando che la SEC deve fornire "regole chiare per regolamentare l'industria delle criptovalute". In vista del Wells Notice, il CEO di Coinbase ha dichiarato di aver incontrato i funzionari della SEC e i legislatori statunitensi per sollecitare la chiarezza normativa.

Traduzione a cura di Matteo Carrone