Morire di vecchiaia diverrà una delle tante “malattie” che l’umanità sarà in grado di curare? Sebbene i pareri in merito siano contrastanti, il futurista venezuelano Jose Luis Cordeiro ritiene che – a differenza di quanto si creda – l’invecchiamento e la morte non siano eventi inevitabili.
Il principio noto come “Longevity Escape Velocity” si riferisce al momento teorico in cui la tecnologia sarà in grado di estendere la durata della vita a un ritmo più rapido rispetto all'invecchiamento. In altre parole, anche se invecchiassimo di un anno, la durata della nostra vita aumenterebbe di almeno un altro anno.
David Wood, collega di Cordeiro, prevede che questo momento cruciale arriverà attorno al 2040. George Church, professore di Harvard, ipotizza il 2037. Ma Cordeiro ritiene che la Longevity Escape Velocity si raggiungerà molto prima, già nel 2030:
“Se arriveremo al 2030, in pratica potremo vivere per sempre perché ogni anno guadagneremo un ulteriore anno di vita. La gente non ha ancora capito che l'invecchiamento è una malattia curabile, e che fra vent’anni riusciremo a sconfiggerla.”
Wood ritiene che entro il 2045 saremo in grado di invertire l'invecchiamento utilizzando terapie di ringiovanimento su cellule e organi: potremo di fatto decidere la nostra età biologica.
Cordeiro tiene una presentazione sul transumanesimo presso Google
L'intelligenza artificiale ha notevolmente ampliato la nostra capacità di analizzare il genoma umano per comprendere gli ingredienti chiave della longevità: nel corpo umano e nelle altre creature della Terra esistono già cellule "immortali" che non invecchiano mai. Secondo Cordeiro, se riuscissimo a svelare i loro segreti, sarebbe possibile sconfiggere la morte.
La morte... della morte
Membro della World Academy for Art and Science e del Consiglio d’Amministrazione del Millennium Project, Jose Luis Cordeiro ha studiato al MIT e ha conseguito un dottorato alla Simon Bolivar University.
Ha esposto le sue teorie in un libro del 2023, dal titolo "La Morte della Morte", di cui è co-autore insieme a David Wood. Il libro analizza i recenti progressi compiuti nel campo dell'intelligenza artificiale, della rigenerazione dei tessuti, dei trattamenti con cellule staminali, della creazione di organi artificiali e delle terapie genetiche. Secondo il futurista Ray Kurzweil, il libro “spiega chiaramente come potremmo presto raggiungere la Longevity Escape Velocity, così da poter vivere per sempre.”
Cordeiro con il noto autore di fantascienza Arthur C. Clarke (2001: Odissea nello spazio) nello Sri Lanka
Naturalmente, il concetto di immortalità biologica suscita molte polemiche. Molti credono che si tratti di pura fantasia, mentre altri sono inorriditi all'idea di vivere per sempre:
“La gente mi dice: ‘Ma io non voglio vivere per sempre!’ E io rispondo: ‘Beh, sei libero di morire in qualsiasi momento. Morire è molto facile, basta saltare da un luogo abbastanza in alto.’ Stiamo parlando della POSSIBILITÀ di non morire se non si vuole: entro il 2045, la morte diverrà facoltativa.”
Se tutto ciò vi sembra un po’ troppo fantascientifico, Cordeiro sottolinea che anche i telefoni cellulari e l’atterraggio sulla Luna erano concetti di fantasia… finché non sono divenuti realtà:
“Credo che siamo molto vicini a raggiungere il livello tecnologico necessario per diventare immortali. Sappiamo che la longevità illimitata è scientificamente possibile. Oggi avete lo stesso identico genoma di quando avevate 10 anni e di quando avrete 60 anni: quindi, se il genoma rimane identico, cosa causa l’invecchiamento?”
Telomeri, telomerasi e longevità
Cordeiro spiega che, sebbene esistano circa una decina di cause per l’invecchiamento, "una delle più importanti è l'accorciamento dei telomeri."
Probabilmente avrete già sentito che le cellule del corpo umano vengono sostituite in media ogni sette anni. In realtà non è proprio così, perché le 30.000 miliardi di cellule del nostro corpo vengono sostituite a ritmi molto diversi. Alcuni neuroni e cellule cardiache durano tutta la vita, le cellule della pelle possono durare poche settimane, mentre le cellule che compongono il rivestimento dello stomaco vengono sostituite nel giro di cinque giorni.
Ma le cellule hanno una sorta di timer incorporato, chiamato Limite di Hayflick, dal nome dello scienziato Leonard Hayflick che nel 1961 scoprì che le cellule umane possono dividersi solo 40-60 volte. A quel punto entrano in una fase di senescenza.
La senescenza è regolata dai telomeri all'estremità di ciascun cromosoma, che si accorciano a ogni divisione fino a quando la cellula non può più dividersi. Tuttavia alcune cellule – come le cellule staminali e le cellule tumorali – dispongono di meccanismi per mantenere intatta la lunghezza dei telomeri e possono pertanto dividersi all'infinito.
L'intelligenza artificiale accelererà la nostra comprensione dell'immortalità biologica
Cellule biologicamente immortali nel corpo umano
Le cellule tumorali producono un enzima chiamato telomerasi, che fa crescere continuamente i telomeri. Questo permette al cancro di continuare a dividersi fino a uccidere l’organismo.
“Si tratta di cellule biologicamente immortali,” ha spiegato Cordeiro, aggiungendo che anche le cellule riproduttive – che producono lo sperma negli uomini e gli ovuli nelle donne – sono biologicamente immortali:
“Abbiamo quindi due tipi di cellule: le cellule ‘somatiche’, che costituiscono il 99,9% del corpo, e una piccola, piccolissima parte di cellule cosiddette ‘germinali’. Queste ultime non invecchiano mai, perché fanno come il cancro: producono telomerasi e continuano a dividersi all'infinito.”
In natura la Turritopsis Dohrnii – nota anche come “medusa immortale” – è in grado di tornare alla sua forma di polipo e ricominciare il suo ciclo vitale con nuove cellule:
“Sappiamo quindi che l'immortalità esiste già in natura, e io sono un ingegnere: dobbiamo solo riuscire a replicare ciò che avviene in natura, ma meglio e in tutto il corpo.”
Anche il cofondatore di Ethereum Vitalik Buterin, che ha donato decine di milioni di dollari alla ricerca sulla longevità, ritiene che “l'invecchiamento sia un problema di ingegneria.”
Medicina rigenerativa e longevità
Secondo Cordeiro, siamo quasi al punto di comprendere come risolvere questo problema di ingegneria. Lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka, vincitore del premio Nobel nel 2012, “ha scoperto i geni che controllano l'invecchiamento ed è stato in grado di ringiovanire alcune cellule.” Yamanaka è riuscito a trasformare le cellule della pelle adulta in cellule staminali.
Nel 2020, il professore di Harvard David Sinclair ha pubblicato su Nature uno studio che mostra come sia riuscito a riprogrammare le cellule della retina per farle tornare giovani, invertendo la perdita della vista legata all'età.
Le previsioni di Cordeiro: nel 2045, la morte diverrà opzionale
Intelligenza artificiale nella medicina
Il genoma umano è costituito da tre miliardi di coppie di base di DNA, organizzate in 23 coppie di cromosomi; i geni sono circa 23.000. Analizzare un tale volume di dati in una singola persona sarebbe un’impresa titanica, figuriamoci moltiplicare questo carico di lavoro per tutti gli individui sulla Terra.
Ma le AI sono in grado di setacciare questi enormi insiemi di dati in tempi relativamente brevi, permettendoci di confrontare i risultati con i genomi di diversi mammiferi per capire perché i topi vivono 2 anni, gli esseri umani 90 e le balene 200.
Cordeiro è consulente del progetto Rejuve, che utilizza l'intelligenza artificiale per analizzare i geni dei “moscerini Matusalemme,” allevati per vivere cinque volte più a lungo dei comuni moscerini della frutta. Poiché gli esseri umani condividono circa il 60% del loro genoma con i moscerini, il team spera di trovare delle risposte che possano essere applicate anche all’uomo. Ha già prodotto un potenziale trattamento per l’Alzheimer.
Un altro esempio è rappresentato da AlphaFold di Google DeepMind: un’intelligenza artificiale in grado di prevedere come vengono create le proteine. Questo ha enormi implicazioni per la comprensione delle malattie e la scoperta di nuovi farmaci. Tale tecnologia è stata utilizzata durante la pandemia per comprendere meglio la biologia del virus, aiutando a progettare trattamenti e vaccini efficaci:
“Si pensava che gli esseri umani avrebbero impiegato secoli per scoprire come sono state create le proteine. L'intelligenza artificiale lo ha fatto in tempi sorprendentemente brevi. [...] L’AI ci aiuterà a comprendere tutte le malattie, a trovare composti che ci permetteranno di vivere sempre più a lungo, nonché a scoprire le basi genetiche dell'invecchiamento stesso.”
Longevità digitale: nanobot e upload mentale
Cordeiro è un fan dei “Tre ponti verso l'immortalità” di Kurzweil. Il primo “ponte” è la nostra attuale conoscenza medica, che si basa su uno stile di vita sano, sulla medicina preventiva e sulle biotecnologie.
Secondo Cordeiro stiamo per attraversare il secondo ponte: una rivoluzione biotecnologica incentrata sulla medicina rigenerativa avanzata e sull’ingegneria genetica e dei tessuti.
Il terzo ipotetico ponte si basa sul concetto di Singolarità, ovvero il momento in cui la crescita tecnologica diverrà esponenziale: ipotizza un futuro in cui i nostri corpi saranno riparati da nanobot e le nostre menti si fonderanno con l’intelligenza artificiale, amplificando le nostre capacità.
L'umanità si sta già fondendo con le macchine
"Questi nanobot puliranno il colesterolo nel nostro sangue e la placca nel nostro cervello. Collegheranno il nostro cervello al cloud," ha spiegato Cordeiro. "L'intelligenza artificiale è fondamentale."
Sebbene i nanobot siano un elemento popolare della fantascienza fin dagli anni '90, ad oggi gli scienziati non si sono ancora spinti oltre l'invenzione di nanoparticelle e nanomateriali.
Immortalità digitale entro due decenni
I transumanisti come Cordeiro ritengono che gli esseri umani potrebbero diventare “digitalmente immortali” entro due decenni caricando le loro menti sul cloud:
“Penso che, una volta diventati super-intelligenti, trascenderemo la condizione umana. [...] Potremo avere memoria illimitata, capacità di calcolo illimitate, capacità di comunicazione illimitate.”
MindEye2 è in grado di leggere i pensieri umani
Sebbene il concetto di upload mentale possa sembrare assurdo, e per certi versi anche spaventoso, i transumanisti sostengono che possa effettivamente trattarsi della prossima fase dell'evoluzione umana: “Naturalmente, trascenderemo la nostra umanità. Questo è un bene, non c'è motivo di avere paura.”
Cordeiro spiega che l'umanità esiste solo perché gli scimpanzé si sono evoluti in qualcosa di diverso nel corso di centinaia di migliaia di anni. Non dovremmo quindi avere paura di compiere il prossimo passo: “Penso che diventeremo qualcos'altro; qualcosa di migliore, di più intelligente, di più longevo e di più felice. Quindi sono favorevole a tutto ciò.”
Con residenza a Melbourne, Andrew Fenton è un giornalista e redattore che si occupa di criptovalute e blockchain. Ha lavorato come writer per News Corp Australia, per SA Weekend come giornalista cinematografico, e per The Melbourne Weekly.