La redazione di Cointelegraph ha chiacchierato con Naeem Aslam, analista dei mercati delle criptovalute, e Ian Balina, CEO di Tokenmetrics, per discutere degli effetti che il coronavirus potrebbe avere sull'intero settore blockchain.
L'impatto del coronavirus sull'economia è innegabile: questo spingerà un maggior numero di persone ad investire nelle criptovalute?
Naeem Aslam si è detto scettico riguardo al presunto stato di "safe haven" di Bitcoin:
"Quando si parla di Bitcoin come bene rifugio, di solito lo si fa in relazione alle banche centrali e alle loro politiche monetarie. Al momento nel mercato non è presente questa paura. Nel mercato c'è un altro tipo di paura, quella per il coronavirus. [...]
Quando c'è qualcosa che non va nelle politiche monetarie, in quel caso sì, potremmo assistere ad un incremento della domanda per Bitcoin poiché ovviamente il concetto stesso della criptovaluta è totalmente opposto alle tradizionali politiche monetarie delle banche centrali."
Anche Ian Balina ha respinto l'idea che sia presente una correlazione fra criptovalute e coronavirus:
"Personalmente non effettuiamo investimenti e trading sulla base di specifici eventi. [...] Il coronavirus non ha dimostrato di essere correlato a Bitcoin o alle criptovalute in generale. Pertanto, poiché Bitcoin è un asset di portata globale ed eventi accadono continuamente in tutto il mondo, è molto difficile identificare un particolare episodio come reale catalizzatore di crescita.
Recentemente i mercati azionari tradizionali hanno registrato un enorme selloff, che ha portato alla perdita di oltre 1.700 miliardi di dollari in pochi giorni. Penso che le criptovalute stiano venendo influenzate da questo evento."