Diversi investitori, precedentemente scettici nei confronti delle crypto, stanno sempre più considerando Bitcoin ed altre valute digitali come copertura contro l'inflazione della valuta fiat.

Ne è un esempio il miliardario di origine ungherese Thomas Peterffy che, in un rapporto di Bloomberg del 1° gennaio, ha riferito che sarebbe prudente avere il 2-3% del proprio portafoglio in crypto-asset, nel caso in cui la fiat "sprofondi negli inferi". Si stima che possegga asset dal valore di 25 miliardi di dollari.

L'azienda di Peterffy, Interactive Brokers Group Inc, ha annunciato il servizio di trading di criptovalute per i suoi clienti a metà del 2021, in seguito all'aumento della domanda per questa asset class. L'azienda offre attualmente Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Bitcoin Cash, ma questo mese si espanderà ad altre 5/10 monete.

Peterffy, che detiene una quantità non rivelata di crypto, ha dichiarato la possibilità che gli asset digitali possano registrare "rendimenti straordinari", malgrado alcuni di essi potrebbero anche fallire. "Penso che possa andare a zero così come a un milione di dollari" ha aggiunto, per poi concludere: "non ne ho idea".

All'inizio di dicembre, il miliardario ha previsto che Bitcoin potrebbe raggiungere i 100.000$ prima che i mercati comincino a correggere.

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Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, è un altro famoso miliardario che ha rivelato di detenere alcuni Bitcoin ed Ethereum. Questa rivelazione è giunta solo pochi mesi dopo aver messo in discussione le proprietà di riserva di valore delle criptovalute.

Ad oggi ha decisamente cambiato opinione e considera gli asset digitali una forma di "denaro alternativo": in un mondo dove "il contante è spazzatura", l'inflazione galoppante erode costantemente il potere d'acquisto.

Alla fine di dicembre, Dalio si è detto impressionato da quanto le criptovalute siano perdurate, dichiarando:

"Il contante, considerato dalla maggior parte degli investitori come l'investimento più sicuro, è in realtà il peggior investimento".

Anche il miliardario manager di hedge fund Paul Tudor Jones ha acquisito Bitcoin l'anno scorso, etichettando la decisione come una copertura contro l'inflazione.

I pacchetti di stimolo indotti dalla pandemia hanno causato turbolenze economiche in tutto il mondo, le cui conseguenze potrebbero durare per decenni. Negli Stati Uniti l'inflazione ha raggiunto il valore più alto degli ultimi 40 anni, al 6,8%. Questo ha provocato un'impennata nell'indice dei prezzi al consumo (Consumer Price Index, o CPI), in quanto i costi dei beni di prima necessità continuano ad aumentare.

I miliardari stanno già tenendo d'occhio i segnali di pericolo con le valute fiat e la manipolazione delle banche centrali, rivolgendosi sempre più ai crypto asset. Se il trend dovesse continuare, nel 2022 potremmo assistere all'ingresso di altri grandi investitori.