Le società di tesoreria crypto potrebbero essere costrette a vendere fino a 15 miliardi di dollari in criptovalute qualora MSCI (Morgan Stanley Capital International) procedesse con l’esclusione di queste aziende dai propri indici.
BitcoinForCorporations, un gruppo che si oppone alla proposta di MSCI, ha stimato deflussi compresi tra 10 e 15 miliardi di dollari sulla base di un “elenco preliminare verificato” di 39 società, con una capitalizzazione di mercato complessiva corretta per il flottante pari a 113 miliardi di dollari.
Il gruppo ha inoltre citato un’analisi di JPMorgan, secondo cui Strategy di Michael Saylor potrebbe registrare deflussi per 2,8 miliardi di dollari qualora venisse rimossa dagli indici MSCI. La società di tesoreria Bitcoin rappresenta il 74,5% della capitalizzazione di mercato totale corretta per il flottante interessata dal provvedimento.
Secondo le stime degli analisti, i potenziali deflussi potrebbero raggiungere complessivamente 11,6 miliardi di dollari per tutte le società coinvolte. Un’uscita di capitali di tale entità aumenterebbe la pressione di vendita sui mercati crypto, che mostrano già una tendenza al ribasso da quasi tre mesi.
Al momento della stesura, la lettera di petizione promossa da BitcoinForCorporations contava 1.268 firme.
We spell out the potential implications of MSCI's proposed 50% DAT exclusion rule: https://t.co/ceJZU0dRTP pic.twitter.com/5CixFrEYVR
— George Mekhail (@gmekhail) December 17, 2025
Il bilancio non è un parametro equo
A ottobre, MSCI ha annunciato di aver avviato una consultazione con la comunità degli investitori per valutare l’eventuale esclusione delle società di tesoreria crypto che detengono la maggior parte del proprio bilancio in criptovalute.
Gli indici MSCI fungono da benchmark cruciali che determinano quali società debbano essere incluse nei portafogli dei fondi di investimento passivi, rendendo le decisioni di inclusione particolarmente rilevanti per l’accesso delle aziende al capitale.
Tuttavia, BitcoinForCorporations ha sostenuto che l’utilizzo di un parametro di bilancio non sia un criterio equo per valutare una società.
Un singolo parametro di bilancio non può determinare se un’azienda sia un’impresa operativa. La norma porterebbe all’esclusione di società anche quando clienti, ricavi, operazioni e modello di business restano invariati.
Hanno aggiunto che MSCI dovrebbe “ritirare la proposta e continuare a classificare le società in base al loro modello di business effettivo, ai risultati finanziari e alle caratteristiche operative”.
Le conclusioni finali di MSCI saranno annunciate entro il 15 gennaio e l'attuazione proposta sarà inclusa nella Index Review di febbraio 2026.
Crescenti obiezioni alla proposta
Diversi grandi operatori del settore hanno recentemente espresso la loro opposizione alla proposta di MSCI.
Il 5 dicembre, Strive, società quotata al Nasdaq, ha esortato MSCI a “lasciare che sia il mercato a decidere” se includere o meno le società che detengono Bitcoin nei propri investimenti passivi.
Pochi giorni dopo, Strategy ha affermato in una lettera che la modifica di policy proposta introdurrebbe un pregiudizio di MSCI nei confronti delle criptovalute come asset class, anziché consentire all’indice di agire come un arbitro neutrale.

