La saga del cripto exchange Mt.Gox e del rimborso dei suoi creditori continua, visto che la società ha rilasciato una nuova dichiarazione su cosa aspettarsi ora che la finestra di registrazione si è chiusa.
Il 7 Aprile, l'ex exchange ha pubblicato una dichiarazione rilasciata da Nobuaki Kobayashi, il curatore fallimentare, in cui si affermava che il termine ultimo per fornire le informazioni sul rimborso — precisando il beneficiario e il tipo di pagamento — era scaduto.
La società ha dichiarato che "i rimborsi base, i rimborsi intermedi e i rimborsi forfettari anticipati" saranno effettuati sino al 31 Ottobre 2023. Tuttavia, questo termine finale "potrebbe essere prorogato con l'autorizzazione della Corte Distrettuale di Tokyo".
La comunicazione affermava inoltre che il fiduciario avrebbe effettuato i "preparativi necessari" per effettuare i rimborsi, compresa la conferma delle preferenze e la condivisione delle informazioni con le banche, i provider di trasferimenti fondi, gli exchange di criptovalute o qualsiasi altro depositario coinvolto nel risarcimento.
Per questo motivo, nella dichiarazione si legge che: "Alla luce di ciò, si prevede che ci vorrà del tempo prima che il rimborso venga avviato".
Il fallimento iniziale dell'exchange risale al 2014, quando fu costretto a chiudere i battenti a seguito di un hack che causò la perdita di 850.000 Bitcoin (BTC). Nonostante la catastrofe di FTX nel Novembre 2022, il collasso di Mt. Gox rimane la più grande rapina nella storia delle criptovalute.
Si sono verificati continui ritardi nella restituzione dei fondi. Nel 2018, un tribunale giapponese ha finalmente approvato un piano di rimborso.
Nel Marzo 2020, Kobayashi ha annunciato un nuovo sistema che permetteva ai creditori di richiedere i fondi rimanenti attraverso la prova di rivendicazione con estratti conto bancari, registri delle transazioni e documenti di identificazione.
La scadenza per la presentazione delle richieste di risarcimento era stata fissata a Ottobre 2020, poi spostata a Dicembre. Una volta ricevute tutte le richieste di rimborso, l'importo totale ammontava a quasi 16 miliardi di dollari, più di quanto fosse disponibile.
Nel Febbraio 2023, il Mt. Gox Investment Fund, il maggior creditore, ha deciso di optare per un pagamento anticipato in BTC pari al 90% del dovuto, invece di aspettare più a lungo per un pagamento più consistente.
Traduzione a cura di Matteo Carrone