Alcuni analisti ritengono che un'eventuale Brexit in formula no-deal potrebbe scatenare un breakout senza precedenti, capace di portare Bitcoin (BTC) a nuovi massimi per il 2019.
Nicholas Gregory, CEO della società blockchain CommerceBlock, prevede persino che l'evento potrebbe sostanzialmente trasformare il ruolo di Bitcoin nell'economia globale, come riportato dall'Independent il 9 agosto.
La Brexit sta già causando disordini nei mercati
La prospettiva del no-deal ha già fatto perdere valore alla sterlina rispetto ad altre valute importanti, soprattutto dopo la nomina del brexiteer Boris Johnson come nuovo Primo Ministro del Regno Unito. Johnson ha promesso che il Regno Unito lascerà , in un modo o nell'altro, l'Unione Europea il 31 ottobre 2019.
Secondo Gregory:
"Non solo un'uscita no-deal dall'UE creerà disordini e volatilità tra due delle principali valute fiat, ma scatenerà anche una crisi di identità per il sistema globale, poiché la contingenza e la vulnerabilità delle valute internazionali principali verranno messe a nudo."
Questo, secondo alcuni, porterà molti a spostare il loro capitale in Bitcoin, in quanto bene rifugio, causando un drastico aumento dei prezzi.
Incertezza e populismo sempre più forti
Il fatto che anche la Confederazione dell'Industria Britannica teme che una Brexit no-deal possa scatenare il caos all'interno del sistema economico fa credere a Gregory che la posizione di Bitcoin nell'economia globale potrebbe cambiare radicalmente.
"Nel 2020, prevediamo che un mondo sempre più populista e politicamente instabile cementerà lo status di bene rifugio di Bitcoin e delle altre criptovalute in generale", ha affermato. "E se le banche centrali ricominceranno ad incrementare la stampa di denaro, le criptovalute come Bitcoin, la cui riserva è limitata, verranno ulteriormente rafforzate."
Nigel Green, CEO del colosso deVere, ha affermato che delle regolamentazioni "crypto-friendly" potrebbero rappresentare un'ancora di salvezza per il Regno Unito post-Brexit.