Un Premio Nobel per l'Economia ha definito le criptovalute 'l'ultima iterazione dell'idea di moneta alternativa'

In un recente articolo intitolato "The Old Allure of New Money", il Premio Nobel per l'Economia Robert Shiller ha definito le criptovalute "l'ultima iterazione dell'idea di moneta alternativa".

Shiller elenca le varie tipologie di monete alternative esistite nel corso della storia, affermando che "le nuove idee di denaro sono legate al concetto di rivoluzione, e accompagnate da narrative convincenti e semplici da comprendere". Shiller riporta come esempio le "labor notes" di Josiah Warner, proprietario nel 1827 del Cincinnati Time Store, il quale vendeva merce in cambio di ore di lavoro. Tale valuta è stata tuttavia di breve durata, in quanto il negozio è stato chiuso nel 1830.

L'economista di Yale cita anche Karl Marx e Friedrich Engels, i quali avevano proposto che la condizione comunista, che elimina totalmente il concetto di proprietà privata, avrebbe necessariamente portato all'abolizione dell'acquisto e della vendita di beni.

Più vicino ai giorni nostri, Shiller descrive il movimento della "Tecnocrazia", nato durante il periodo della Grande Depressione, che proponeva di rimpiazzare il dollaro statunitense con una misura dell'energia.

Per quanto riguarda il periodo contemporaneo, Shiller scrive che anche le criptovalute, proprio come i predecessori, sono caratterizzate da "un forte desiderio di un qualche tipo di rivoluzione nella società". Afferma tuttavia che al pubblico generale mancano le conoscenze tecniche necessarie per comprendere appieno il funzionamento delle monete digitali:

“All'infuori del settore informatico, nessuno può spiegare come funzionano le criptovalute, e questo mistero crea un'aura di esclusività, dona prestigio alla nuova moneta, e riempie i devoti con fervore rivoluzionario".

Shiller riconosce che la natura decentralizzata delle criptovalute è la principale attrazione per colore che vedono i governi come "i conducenti del lungo treno della disuguaglianza e della guerra". Tuttavia "nulla di tutto questo è nuovo, e proprio come le passate rivoluzioni monetarie, una storia convincente potrebbe non essere abbastanza", conclude l'uomo.

Nelle ultime settimane, le criptovalute sono state fortemente criticate da importanti figure del mondo della tecnologia e della finanzia, come Bill Gates e Warren Buffet. Charlie Munger, Vicepresidente di Berkshire Hathaway, ha addirittura comparato lo scambio di criptovalute alla vendita di "cervelli di neonato appena espiantati".

In un nostro Parere dell'Esperto, l'avvocato Andrea Bianconi ha spiegato che queste critiche iperboliche e pessimistiche andrebbero semplicemente ignorate. Aspettarsi che Wall Street possa comprendere e accettare le criptovalute sarebbe come "chiedere ad un giocatore di rugby di eseguire un passo a due in un balletto".