OpenAI, lo sviluppatore di uno dei chatbot di intelligenza artificiale (AI) più popolari al mondo, ChatGPT, ha pubblicato una serie di e-mail tra i membri del suo consiglio di amministrazione ed Elon Musk riguardanti il desiderio di quest'ultimo di trasformare la società in un'entità "a scopo di lucro".
Il 5 marzo è stato pubblicato un blog post redatto dai leader di OpenAI, tra cui Sam Altman, Ilya Sutskever, Greg Brockman, John Schulman e Wojciech Zaremba, con l'intento di "condividere" alcuni fatti sulle intenzioni dell'azienda e sul rapporto con Musk.
La vicenda fa seguito a un'azione legale contro OpenAI intentata da Musk il 29 febbraio per una presunta violazione dell'accordo originario di rendere le innovazioni dell'IA "liberamente disponibili al pubblico" attraverso una partnership multimiliardaria con Microsoft.
La causa di Musk esorta l'azienda a tornare ai suoi principi di società open-source, chiedendo al contempo un'ingiunzione per impedire lo sfruttamento a scopo di lucro della tecnologia AGI.
Tuttavia, il blog dei leader di OpenAI ha dichiarato che "intendono procedere all'archiviazione di tutte le richieste di Elon", sostenendo che proprio Musk stesse guidando i primi sforzi per raccogliere ulteriori fondi dagli investitori.
"Quando hanno avviato OpenAI a fine 2015, Greg e Sam avevano inizialmente pianificato di raccogliere 100 milioni di dollari", hanno descritto, ma "Elon ha comunicato in un'e-mail: 'Dobbiamo puntare a una cifra molto più grande di 100 milioni di dollari per evitare di sembrare senza speranza... Penso che dovremmo comunicare che stiamo iniziando con un impegno di finanziamento di 1 miliardo di dollari"".
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Inizialmente, quando l'azienda è stata avviata, il suo status di no-profit ha rappresentato un ostacolo alla raccolta di fondi da parte degli investitori. Per questo motivo i fondatori di OpenAI e Musk hanno deciso di costituire un'entità "a scopo di lucro", attraverso la quale Musk pretendeva "la maggioranza del capitale, il controllo iniziale del consiglio di amministrazione e la carica di amministratore delegato".
Stando al blog, Musk avrebbe rifiutato di finanziare ulteriormente l'azienda mentre le discussioni erano ancora in corso.
"Non siamo riusciti a trovare un accordo con Elon in merito a una società a scopo di lucro perché ritenevamo che fosse contrario alla filosofia che un individuo potesse esercitare un controllo assoluto su OpenAI. Perciò suggerì di fondere OpenAI in Tesla".
OpenAI ha dichiarato di "portare avanti la sua missione" realizzando i suoi "strumenti vantaggiosi" largamente disponibili al pubblico. Musk ha affermato di aver compreso che la missione non "implica l'open-sourcing dell'AGI".
È stata riportata un ulteriore mail tra Sutskever e Musk, in cui il primo afferma: "Man mano che ci avviciniamo alla costituzione dell'intelligenza artificiale, avrà senso iniziare a essere meno aperti. Il termine Open in OpenAI implica che tutti dovrebbero beneficiare dei frutti dell'IA dopo che è stata prodotta, ma va benissimo non condividere le conoscenze scientifiche...", a cui Elon ha risposto: "Sì".
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La causa intentata da Musk contro OpenAI ha spinto gli esperti del settore a temere per la potenziale chiusura dell'azienda. Alcuni si sono spinti a dire che si trova in una "posizione precaria" e che potrebbe seguire altre aziende come WeWork, una startup unicorno che aveva un valore di quasi 50 miliardi di dollari e che alla fine ha dichiarato bancarotta.
Traduzione a cura di Walter Rizzo