Nonostante le critiche diffuse al modello play-to-earn (P2E) nel 2023, taluni sono rimasti irremovibili nella loro fiducia al modello ludico del Web3. La loro attenzione si è concentrata sulla modalità di sfruttamento di questo modello come "superpotenza" offerta dal settore crypto.
Nel 2023, il play-to-earn ha ricevuto molte critiche ed è stato generalmente percepito come un sistema "difettoso". Il fondatore di Atari, Nolan Bushnell, disse che questo modello era la ragione per cui i giocatori odiavano le crypto, mentre alcuni predissero la sconfitta del modello di gioco Web3.
Ciononostante, Luke Barwikowski, amministratore delegato di Pixels, videogioco online multigiocatore di massa (MMO) su Web3, continua a impegnarsi per trovare il modo di far fruttare il P2E e sostiene che i giochi Web3 possano ottenere un vantaggio competitivo rispetto alle loro controparti Web2.

CEO di Pixels definisce play-to-earn un superpotere del Web3

Durante un'intervista a Cointelegraph, Barwikowski ha illustrato come il team di Pixels continui ad esplorare il settore del gaming blockchain ed a tentare di rendere il gaming P2E più sostenibile.
"Stiamo cercando di individuare il modo in cui far funzionare il play-to-earn e renderlo sostenibile. Sappiamo che dobbiamo apportare modifiche al funzionamento del gioco", ha dichiarato.
Secondo Barwikowski, il capitolo 2 di Pixels ha introdotto importanti modifiche al gameplay ed al sistema che hanno influito sui progressi e sulle interazioni dei giocatori all'interno del gioco. Il dirigente ha affermato che ciò li aiuta a raggiungere l'obiettivo di rendere il gioco P2E duraturo.
Nonostante le critiche mosse al modello P2E, il dirigente ha espresso la ferma convinzione che si tratti di una delle migliori innovazioni nel settore del gaming e del Web3:

"Il play-to-earn è la più grande innovazione che il Web3 consente di ottenere, ed è il più grande superpotere del gaming Web3".

Barwikowski ritiene che il Web3 consista nel coordinare gli incentivi per massimizzare particolari obiettivi dell'ecosistema. Ha poi aggiunto che spetta al Web3 ed ai progetti di gioco il compito di comprendere come farlo funzionare.

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Play-to-earn come innovazione per acquisizione di utenti

Barwikowski ha ricordato che le società di gaming Web2 sono naturalmente orientate al profitto. Tali aziende vogliono massimizzare i loro ricavi e hanno il budget necessario per farlo. Ha affermato che le aziende Web2 raccolgono fondi e li spendono per la pubblicità e la crescita dell'ecosistema.
L'amministratore delegato di Pixels ha affermato che nel settore del gaming Web3 non destinano il denaro in pubblicità. Al contrario, si cerca di capire come destinare il denaro "direttamente" ai giocatori. Tuttavia, ciò non significa che si limitino a distribuire token senza pensare a generare entrate. Barwikowski ha infatti illustrato:

"È nostro compito sviluppare una tecnologia per scoprire come realizzare questa coordinazione. La tesi è più o meno la stessa. Nel lungo periodo, per far funzionare il play-to-earn, è necessario che le persone spendano più token di quelli che vengono distribuiti ogni singolo mese per eseguirlo. Non è così scontato".

"Il play-to-earn è un'innovazione per l'acquisizione di utenti ipercompetitiva rispetto al gaming Web2", aggiunge Barwikowski. Il dirigente ha inoltre specificato che si tratta di "due facce della stessa medaglia". È necessario dunque un gioco divertente che generi entrate nello stesso modo in cui lo fanno i giochi Web2.
In aggiunta, il CEO ha dichiarato che i giochi Web2 abbiano cominciato a percepire il cambiamento dei paradigmi di gioco.
Ha aggiunto che le aziende di giochi Web2 stiano iniziando a "spaventarsi" di fronte a questa innovazione e che, una volta che il Web3 avrà trovato il giusto equilibrio, sarà molto difficile per i giochi Web2 competere con i prodotti Web3.

Traduzione a cura di Walter Rizzo