Il 20 aprile la Camera dei Rappresentanti del Texas ha approvato un disegno di legge che impone agli exchange di criptovalute di mantenere riserve "per un ammontare sufficiente ad adempiere a tutti gli obblighi nei confronti dei clienti".
Se il disegno di legge dovesse passare al Senato e ricevere la firma del governatore, il provvedimento diventerebbe legge entro il 1° settembre.
Il disegno di legge introduce modifiche al Codice delle Finanze texano, in particolare alla Sezione 160. In base agli emendamenti, i provider di asset digitali che servono più di 500 clienti nello Stato e che dispongono di almeno 10 milioni di dollari di fondi dei clienti avranno il divieto di cumulare i fondi dei clienti con qualsiasi altro tipo di capitale operativo e di utilizzare i fondi dei clienti per qualsiasi altra transazione oltre a quella richiesta dal cliente.
Inoltre, il provider dovrebbe detenere riserve per un ammontare sufficiente a consentire immediatamente tutti i possibili prelievi. Dovrebbe anche "creare un piano" per consentire ai revisori di rivedere le informazioni rese disponibili al cliente.
Entro il 90° giorno successivo alla fine di ogni anno fiscale, la piattaforma dovrà presentare al Dipartimento bancario statale un rapporto sulle passività in essere nei confronti dei clienti. Il rapporto dovrà includere anche un'attestazione del revisore dei conti.
Se il provider non rispetta i requisiti, il Dipartimento bancario avrà il diritto di revocare la licenza.
In seguito ai fallimenti del mercato del 2022, il Texas ha adottato un approccio cauto nei confronti della criptovaluta. Il 12 aprile, il Senato dello Stato ha approvato una legge che mira a rimuovere gli incentivi per i miner locali.
Traduzione a cura di Walter Rizzo