Animoca Brands, la società che ha creato i popolari giochi basati su blockchain The Sandbox, F1 Delta Time e Crazy Defense Heroes, ha registrato entrate per 7,34 milioni di dollari nei primi quattro mesi del 2020, nel bel mezzo dell’epidemia di COVID-19.
Il primo trimestre è stato il migliore della storia per Animoca Brands, con ricavi pari a 4,33 milioni di dollari. Nel mese di aprile, un ulteriore record: 3 milioni di dollari di fatturato.
Alla fine di aprile, Animoca Brands deteneva 6,08 milioni di dollari in asset sia fiat che crypto. Circa 770.000 sono stati investiti in Bitcoin (BTC) ed Ether (ETH), mentre 1,12 milioni in altre altcoin.
Animoca ha sottolineato che questa crescita è il risultato del grande successo riscontrati dai non-fungible token (NFT) dei suoi giochi.
Gli NFT rivoluzioneranno il diritto di proprietà
Yat Siu, fondatore di Animoca, ha raccontato di aver scoperto gli NFT nel 2017 dopo aver acquisito una piccola società di Vancouver, la Fuelpowered, il cui co-founder, Mik Naayem, aveva anche collaborato alla creazione di CryptoKitties.
Yat Sui ha paragonato l’impatto che gli NFT avranno sul gaming con l’introduzione dei diritti di proprietà nell’Europa feudale, suggerendo che il possesso di oggetti nel gioco diverrà una sorta di ricompensa per il tempo che i giocatori dedicano alla loro passione.
L’imprenditore ha parlato anche della strategia aziendale, volta ad acquisire imprese con utenti molto fidelizzati e a offrire loro i benefici della tecnologia blockchain. Ha poi aggiunto che l’adozione mainstream della blockchain nei videogiochi potrebbe dipendere da un game design intelligente, che riesca a mascherare le complessità della tecnologia:
"Non stiamo acquisendo solo un team di persone di talento [...] ma clienti che già giocano [...]. Non li acquisiamo affinché continuino a fare giochi su mobile, abbiamo un altro obiettivo: portare tutto su blockchain."
Società di videogiochi e COVID-19
Yat Siu ha sottolineato come il coronavirus sia stato un importante catalizzatore per la crescita del numero di utenti, pur ammettendo che alcuni potrebbero smettere di giocare una volta che la situazione si sarà normalizzata.
In ogni caso, Siu ritiene che il lockdown imposto dai governi per contrastare il coronavirus abbia promosso un “mutamento nei comportamenti” in molti nuovi gamer, che a suo parere durerà nel tempo. I videogiochi diventeranno un elemento centrale del mercato dell’intrattenimento.