L'India non implementerà un divieto a tappeto per le monete digitali, ma le considererà delle merci: lo ha recentemente rivelato una fonte anonima al portale d'informazione Quartz.

Pare che il Ministero delle Finanze abbia recentemente commissionato uno studio sulle criptovalute: la principale preoccupazione degli organi di regolamentazione è come monitorare in maniera efficace gli scambi e identificare la reale provenienza del denaro, allo scopo di combattere riciclaggio e finanziamenti illeciti. "Considerandole delle merci, sarebbe più semplice regolamentare gli scambi: è per questo che stanno esaminando tale opzione", ha spiegato la fonte.

"Il trading non è un reato. Molti di noi scambiano varie classi di asset sul mercato azionario. Perché [il trading di criptovalute] dovrebbe essere diverso? Quel che andrebbe implementato è un meccanismo per assicurare che il denaro utilizzato non abbia origini criminali: tracciare la sua provenienza è la parte più importante".

Tuttavia secondo R Gandhi, vicedirettore della Reserve Bank of India (RBI), trattare le criptovalute come se fossero delle merci non farebbe altro che dimostrare agli investitori che queste non sono realmente denaro:

"Se le criptovalute vengono utilizzate per saldare delle transazioni, allora acquisiscono la natura di denaro. È questa l'unica cosa a cui bisogna prestare attenzione. Ma se le persone vogliono investire in una merce, allora la questione è totalmente differente, perché a quel punto possiamo dedurre che siano consapevoli dei rischi ".

Ad aprile di quest'anno, l'RBI ha annunciato che non avrebbe più fornito servizi a persone o aziende operanti nel settore delle criptovalute, rivelando al tempo stesso il proprio piano di lanciare una nuova moneta digitale. L'istituzione bancaria aveva allora dichiarato che, sebbene le innovazioni tecnologiche alla base delle criptovalute "abbiano il potenziale per migliorare l'efficienza del sistema finanziario [...], le valute virtuali [...] sollevano preoccupazioni riguardo alla protezione dei consumatori, all'integrità del mercato e al riciclaggio di denaro".