Stando a un rapporto pubblicato il 6 dicembre da Chainalysis, nel corso del 2021 più dell'80% di tutte le transazioni – classificate "retail" – di token non fungibili (NFT) hanno avuto un valore inferiore a 10.000 dollari.

La ricerca "The 2021 NFT Market Explained", divulgata dalla società di analisi blockchain, ha approfondito le tendenze delle transazioni NFT analizzando i dati on-chain tra gennaio e ottobre 2021.

Fra marzo e ottobre le transazioni da parte di collezionisti facoltosi sono cresciute dal 6% al 19%. Le transazioni di dimensioni istituzionali hanno rappresentato meno dell'1% di tutti i trasferimenti, ma hanno costituito il 26% del volume effettivo degli scambi durante il medesimo periodo.

Secondo la ricerca, la transazione di dimensioni "retail" ha un valore inferiore a 10.000 dollari, mentre una transazione da parte di un collezionista vale tra 10.000 e 100.000 dollari. Infine, una transazione di dimensioni istituzionali ha un valore superiore a 100.000 dollari.

Il grafico in basso mostra una maggioranza di transazioni retail tra gennaio e ottobre, con un aumento dei collezionisti a partire da settembre.

Numero delle transazioni di NFT. Fonte: Chainalysi
Numero delle transazioni di NFT. Fonte: Chainalysis

Il mercato è pertanto dominato dalle transazioni dei piccoli investitori, ma la storia cambia se si considerano i volumi in dollari. Le transazioni dei collezionisti hanno costituito il 63% del volume e quelle delle istituzioni il 26%: ciò significa che i trasferimenti retail hanno raggiunto appena l'11% del volume nel periodo esaminato.

Volume delle transazioni di NFT. Fonte: Chainalysis
Volume delle transazioni di NFT. Fonte: Chainalysis

I ricercatori hanno paragonato il mercato NFT con il più ampio mercato delle criptovalute, dove le transazioni retail costituiscono una quota molto più piccola delle transazioni totali:

"I dati evidenziano che il mercato NFT sia molto più orientato ai retail rispetto al mercato tradizionale delle criptovalute, dove le transazioni al dettaglio costituiscono una quota trascurabile di tutto il volume delle transazioni".

Il potenziale guadagno associato agli NFT è stato uno dei fattori che hanno spinto l'adozione delle criptovalute per tutto il 2021. Solo nell'ultima settimana le vendite di NFT ammontano a 300 milioni di dollari, quasi un quarto dei quali proveniente da acquisti di terreni nel metaverso di The Sandbox.

Inoltre, secondo Chainalysis, si stimano almeno 26,9 miliardi di dollari in crypto inviati a contratti ERC-721 e ERC-1155 (gli standard Ethereum dominanti nel settore per gli NFT) per l'anno in scadenza. 

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Whitelist incrementa i profitti

Nonostante l'enorme quantità di denaro speso per gli NFT, il rapporto afferma che "solo il 28,5% degli NFT acquistati durante il mint e poi venduti sulla piattaforma produce un profitto".

Chainalysis suggerisce di farsi inserire in una whitelist per aumentare le possibilità di ottenere un profitto da un NFT appena coniato. Gli utenti inseriti in una whitelist per un minting su OpenSea hanno ottenuto un profitto il 75,7% delle volte contro il 20,8% di chi non ha eseguito tale operazione:

"I dati suggeriscono che sia quasi impossibile ottenere rendimenti fuori misura sugli acquisti di minting senza essere inseriti nella whitelist".

Tuttavia, sempre secondo il rapporto, gli NFT acquistati sul mercato secondario dopo il minting "portano al profitto il 65,1% delle volte", suggerendo che, se non è possibile ottenere la whitelist, è meglio aspettare che la collezione di NFT approdi sul mercato secondario.