Stu Alderoty, general counsel di Ripple, ha recentemente criticato la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti per aver tentato di "intimidire, schiacciare e mandare in bancarotta" l'innovazione delle criptovalute negli Stati Uniti in nome dell'espansione del proprio territorio normativo:
"Con le azioni esecutive – o con le minacce di potenziali azioni esecutive – la SEC intende attuare prepotenza, distruggere e far fallire la crypto innovazione negli Stati Uniti, il tutto in nome di un'inammissibile espansione dei propri limiti giurisdizionali".
Alderoty ha condiviso il suo punto di vista ieri, nel contesto di una causa in corso tra Ripple e l'autorità di regolamentazione, che secondo lui farebbe parte dell'"assalto della SEC a tutte le criptovalute negli Stati Uniti", trattando ogni criptovaluta come dei titoli:
"Come un martello che vorrebbe schiacciare la qualsiasi, la SEC mantiene tutto oscuro al fine di sostenere che ogni crypto sia un titolo".
Ripple Labs è invischiata in una battaglia legale con la SEC da dicembre 2020, quando l'autorità di regolamentazione dei titoli ha intentato una causa sostenendo che i dirigenti di Ripple avrebbero offerto i token Ripple (XRP) per raccogliere fondi a partire dal 2013, sostenendo che all'epoca si trattasse di titoli non registrati.
Ripple ha reagito sostenendo che in un intervento del 2018 tenuto da Robert Hinman, all'epoca direttore della finanza aziendale per la SEC, si classificarono Ether (ETH) e Bitcoin (BTC) e, per associazione, XRP come non-security in quanto "sufficientemente decentralizzate".
Ripple sostiene che il discorso sia in contraddizione con le affermazioni della SEC contro Ripple e il token XRP, ma la SEC ha controbattuto sostenendo che l'intervento corrispondeva ad un punto di vista personale del direttore e non quello ufficiale dell'autorità di regolamentazione. Questa sfumatura rappresenta uno degli aspetti più cruciali della causa di Ripple contro la SEC.
Sono passati 4 anni dal (tristemente) famoso discorso di Hinman e non siamo ancora arrivati a capire come classificare gli asset digitali negli Stati Uniti, mantenendo tutte le criptovalute, compreso ETH, in un limbo normativo. Ho scritto per @Fortune alcune riflessioni sul perché adesso è davvero troppo, @SECGov
4 years since the (in)famous Hinman speech, and we’re nowhere closer on knowing how to classify digital assets in the US – keeping every crypto, including ETH, in regulatory limbo. I penned some thoughts for @Fortune why enough is enough, @SECGov. https://t.co/FB16cceaia
— Stuart Alderoty (@s_alderoty) June 13, 2022
"Nonostante la dichiarazione fosse un'opinione personale di Hinman e 'non necessariamente quella della Commissione', il mercato ha avvalorato il discorso di Hinman", riporta Alderoty.
"Per Ripple, il discorso di Hinman ha affermato la conclusione che XRP – una criptovaluta che esiste su un registro blockchain aperto, senza permessi e decentralizzato – è una commodity e/o una valuta virtuale. Certamente non una security", ha aggiunto.
Alderoty ha affermato che il discorso rappresenta il deliberato tentativo di compromettere la normativa delle criptovalute da parte della SEC:
"Negli Stati Uniti, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha deliberatamente compromesso la normativa delle criptovalute [...] Per sbloccare il vero potenziale delle criptovalute, dobbiamo ripulire questa melma normativa".
Durante un evento del Washington Post dell'8 giugno, la senatrice degli Stati Uniti Kirsten Gillibrand ha convenuto che la maggior parte delle criptovalute sarebbe probabilmente classificata come security in base al test di Howey, con l'ovvia eccezione di Bitcoin ed Ether.
Rostin Behnam, presidente della Commodity Futures Trading Commission (CTFC), ha espresso un parere leggermente diverso, affermando che malgrado siano presenti "probabilmente centinaia" di monete che replicano security token, ci sono anche molti commodity token, come BTC e ETH.
La battaglia giudiziaria tra Ripple e la SEC potrebbe costituire un precedente per la regolamentazione delle criptovalute, in particolare delle altcoin, nell'ambito delle leggi statunitensi sui titoli e sulle commodity.