Il chief technology officer di Ripple, David Schwartz, ha ammesso che l'azienda potrebbe essere costretta dai validatori a cancellare i suoi 48 miliardi di token XRP, indipendentemente dal fatto che essa sia d'accordo o meno con questa decisione.

L'azienda attualmente detiene la metà del supply totale di XRP ed in passato è stata fortemente criticata dalla community per aver venduto notevoli quantità di monete. Ripple ha sempre rigettato con forza le accuse di manipolazione del prezzo e negli ultimi tempi ha interrotto queste operazioni. 

In un thread su Twitter, Schwartz ha confermato che la community potrebbe votare per costringere Ripple a bruciare il loro intero supply di XRP, affermando che la blockchain è "molto democratica":

"Non ci sarebbe nulla che Ripple potrebbe fare per impedire che ciò accada."

Le modifiche a XRP Ledger richiedono l’approvazione di almeno l’80% dei validatori del network, e vengono confermate definitivamente se rimangono al di sopra di tale soglia per due settimane. A giugno, i validatori del XRPL hanno votato per adottare una nuova modifica al protocollo, chiamata “Checks Amendment”, senza avere il sostegno di Ripple.

Questa modifica introduce la possibilità per gli utenti di scrivere degli “assegni” per una quantità predeterminata di XRP, che può essere riscattata in un periodo successivo. 

I commenti di Schwartz richiamano un incidente avvenuto nel novembre dello scorso anno, quando emerse che Ripple potrebbe decidere unilateralmente di bruciare il supply in eccesso. All'epoca, il token Stellar aveva appena ridotto il suo supply totale da 105 miliardi a 50 miliardi di XLM

Schwartz criticò duramente il Fondo di sviluppo di Stellar per aver bruciato più del 50% degli XLM complessivi:

"Peccato che XRP sia decentralizzato, o qualcuno potrebbe cancellare metà del supply e aumentare il prezzo a 29 centesimi."

Il co-fondatore di Stellar, Jed McCaleb, rispose per le rime a Schwartz, sottolineando che Ripple potrebbe fare la stessa cosa, con la stessa facilità:

"Ma di che diavolo stai parlando? Anche Ripple Labs potrebbe bruciare metà del supply di XRP."

Schwartz ammise che una simile operazione fosse fattibile tramite un metodo non tradizionale, quale l'utilizzo dei token come fee oppure inviandoli ad un account inaccessibile.

Da lungo tempo Ripple viene criticata per le periodiche vendite di token. Secondo un report di XRPArcade dell'inizio del 2020, a partire dal dicembre del 2017 l'azienda ha venduto in media 196 milioni di token al mese. Fino ad aprile erano stati venduti in totale 5,5 miliardi di XRP, per un valore di circa 3,45 miliardi di dollari.

Nel secondo e terzo trimestre di quest'anno, però, Ripple ha smesso di vendere e ha iniziato a riacquistare i token per supportare il loro prezzo. Nel solo Q3, l'azienda ha comprato 45,5 milioni di dollari in XRP.