Ripple Labs ha intentato una causa contro YouTube LLC, in quanto la piattaforma avrebbe permesso la proliferazione di numerose truffe basate su XRP: lo conferma un annuncio pubblicato sul sito ufficiale dell'azienda, dal titolo "Quando è troppo è troppo: è tempo di proteggere la community".

Criminali si fingono Ripple o Brad Garlinghouse

L'accusa, rappresentata da Ripple Labs e dal suo CEO Brad Garlinghouse, ha agito contro YouTube per "sollecitare un cambiamento nel comportamento dell'industria e fissare chiare aspettative di responsabilità".

Ripple e Garlinghouse sostengono che innumerevoli utenti hanno già perso "milioni di XRP, dal valore di centinaia di migliaia di dollari" a causa di queste frodi.

In particolare, la compagnia ha denunciato YouTube per:

  1. Violazione del "Lanham Act for Trademark Infringement";
  2. Violazione della "Statutory and Common Law Right of Publicity" della California;
  3. Violazione della "Unfair Competition Law" della California.

La maggior parte di queste truffe utilizza attacchi di phishing mirati a creatori di contenuti legittimi, nel tentativo di rubare le loro credenziali di accesso e prendere il controllo dei canali su YouTube.

Tipica modalità di attacco dei truffatori su YouTube. Fonte: Ripple.com

In caso di successo, i truffatori eliminano tutti i video precedentemente pubblicati all'interno del canale e iniziano a produrre nuovi contenuti, nei quali si spacciano per Garlinghouse o altre figure chiave di Ripple.

I criminali invitano poi gli utenti a inviare "fra i 5.000 e il milione di XRP" a specifici indirizzi per partecipare a falsi giveaway e ottenere così ingenti guadagni.

YouTube complice delle truffe?

La denuncia sostiene che YouTube genera consapevolmente profitti dalle azioni di questi truffatori, e decide pertanto di non ostacolare il loro operato:

"YouTube genera profitti da queste frodi vendendo consapevolmente annunci pubblicitari ai truffatori, i quali impersonano Ripple o Garlinghouse.

Questi annunci, detti 'Annunci video discovery', sono stati progettati da YouTube per apparire in cima ai risultati delle pagine di ricerca."

Ripple cita inoltre diversi casi in cui YouTube ha assegnato "Badge di verifica" a canali finiti nelle mani di truffatori. Ripple sostiene di aver inviato a YouTube, dal novembre 2019 ad oggi, ben 49 richieste per la rimozione di canali fraudolenti. L'azienda ha anche presentato 305 reclami contro canali che impersonavano la figura di Brad Garlinghouse.

L'accusa sostiene che sono già stati arrecati danni irreparabili sia al brand di Ripple che alla reputazione del suo CEO:

"Il deliberato immobilismo di YouTube ha irreparabilmente danneggiato, e continua a irreparabilmente danneggiare, il brand di Ripple e la reputazione di Garlinghouse.

L'immobilismo di YouTube ha anche leso innumerevoli persone, cadute vittime di queste truffe. I danni continueranno ad aumentare, sia in portata che in gravità, in assenza di un intervento da parte del Tribunale."

La denuncia richiede non soltanto il risarcimento dei danni subiti dall'azienda, ma anche la restituzione dei profitti generati da YouTube vendendo pubblicità ai truffatori.

Questo mese alcuni truffatori sono riusciti a mettere le mani sui dati d'accesso di un canale YouTube molto popolare, e hanno avviato una finta sessione Ask Me Anything in diretta con Brian Armstrong, il CEO di Coinbase. Lo stream, che invitava gli iscritti a partecipare ad un falso giveaway di 5.000 BTC, è rimasto attivo per oltre 14 ore prima che venisse bloccato dagli amministratori di YouTube.