Gli avvocati che rappresentano la startup Ripple nella sua battaglia legale sulle security stanno cercando di spostare il caso a livello federale. Su Twitter, un legale ha descritto la mossa come una "tattica geniale".
I fascicoli giudiziari confermano la presenza di una richiesta per spostare il caso dal tribunale statale ad uno federale, il che consentirebbe a Ripple, in caso di vittoria, di dimostrare in via definitiva che il suo token XRP non è una security ai sensi della legge degli Stati Uniti.
Nella domanda, Peter Morrison, responsabile del contenzioso, dichiara che il caso "soddisfa tutti i requisiti" necessari per procedere con la modifica, osserva la rivista legale Law.com.
I quattro investitori di Ripple che denunciarono la società per le presunte violazioni delle leggi statunitensi sulle security subirono perdite di denaro in seguito all'acquisto di XRP a prezzi elevati nei primi mesi del 2018, ma hanno scelto di includere nella loro causa tutte le possibili parti interessate dal 2013.
In un post su Twitter del 9 novembre, l'avvocato delle security Jake Chervinsky ha commentato l'idea del team legale di Ripple, definendola una mossa "astuta":
"Non posso valutare le loro probabilità di vincere dal momento che il caso è ancora molto recente e non conosco tutti i fatti, ma è giusto dire che gli avvocati di Ripple pensano di avere migliori probabilità di vincere in tribunale federale piuttosto che in uno statale (oppure non si sarebbero impegnati così tanto a far spostare il caso)".
Negli ultimi mesi, il token XRP si sta lentamente riprendendo. La settimana scorsa ha superato temporaneamente Ethereum (ETH), diventando la prima altcoin per capitalizzazione di mercato.
A settembre, Ripple ha risolto un altro contenzioso legale con il consorzio bancario R3.