Dopo una contrazione nel primo trimestre, le vendite del token XRP di Ripple hanno registrato una notevole ripresa nel Q2; inoltre, il network di pagamenti On-Demand Liquidity (ODL) della società rimane ancora molto popolare.
Secondo il report trimestrale di Ripple, pubblicato in data 3 agosto, tra il Q1 ed il Q2 del 2020 i trasferimenti di XRP sono cresciuti di 18,6 volte. Nel primo trimestre la società aveva segnalato vendite di token per 1,75 milioni di dollari, mentre nel periodo tra aprile e giugno sono schizzate a 32,55 milioni. In passato l'azienda è stata criticata per aver gonfiato i propri bilanci con cessioni di XRP.
Ripple ha dichiarato che l’improvviso incremento degli scambi è dovuto a una precisa policy: dare priorità alle vendite over-the-counter (OTC) piuttosto che quelle programmatiche, nell’ottica di incrementare la liquidità di XRP per i clienti del network On-Demand Liquidity di RippleNet. Tra il 2019 ed il 2020, RippleNet ha riportato che il volume transato sull’ODL è incrementato di 11 volte.
Apprezzamento del 40% per XRP
Come recentemente riportato da Cointelegraph, nell'ultima settimana il prezzo di XRP è cresciuto di quasi il 40%: proprio come previsto da numerosi analisti, il valore del token ha superato quota 0,30$.
Questo rialzo ha attirato gli investitori: difatti, ci sono almeno 30 nuove whale che possiedono tra i 240.000 ed i 2,4 milioni di dollari in XRP. Al momento, il 3,7% degli account del network deterrebbe più di 1 milione di token.
Azioni legali ancora in corso
Ripple sta attualmente affrontando una class action intentata da alcuni investitori, i quali sostengono che la società li abbia ingannati facendo false promesse relativamente ad un incremento di valore di XRP, vendendo il token come security non registrata.
Tuttavia, i legali di Ripple e del suo CEO Brad Garlinghouse hanno dichiarato che i ricorrenti non possono dimostrare la falsità di qualsiasi affermazione fatta in passato dalla società sull’utilità del token XRP.