La Banca di Russia ha presentato una proposta di policy che consentirebbe agli investitori non qualificati di acquistare determinate criptovalute.
Secondo un annuncio diffuso martedì, la proposta della banca centrale permetterebbe sia agli investitori qualificati sia a quelli non qualificati di acquistare la maggior parte delle criptovalute, seppur con alcune limitazioni.
Gli investitori non qualificati sarebbero limitati a un insieme di criptovalute liquide ancora da definire, previo superamento di un test di conoscenza, con un tetto massimo di 300.000 rubli (3.834 $) all’anno. Gli investitori qualificati avrebbero invece un accesso più ampio al mercato, con l’esclusione delle privacy coin, e sarebbero anch’essi soggetti a un test di conoscenza.
I residenti russi potranno inoltre acquistare criptovalute su piattaforme estere, effettuare pagamenti tramite conti esteri e trasferire gli asset risultanti attraverso intermediari russi. In tali casi, saranno tenuti a notificare le transazioni alle autorità fiscali.

Un cambiamento anticipato, più ampio del previsto
Il report segue una recente dichiarazione del primo vicegovernatore della banca centrale, Vladimir Chistyukhin, che ha affermato che la Russia sta valutando un possibile allentamento delle regole sulle criptovalute.
Chistyukhin ha lasciato intendere una possibile eliminazione del requisito di soddisfare i criteri di “investitore super qualificato” per l’acquisto e la vendita di criptovalute con consegna effettiva.
La categoria degli “investitori super qualificati” è stata introdotta a fine aprile, quando il ministero delle Finanze e la banca centrale russi hanno lanciato un crypto exchange. Questa classificazione è definita da soglie di patrimonio e reddito superiori a 100 milioni di rubli (1,3 milioni di dollari) oppure da un reddito annuo di almeno 50 milioni di rubli.
Aperto, ma senza approvazione
La banca centrale ha affermato che “continua a considerare le criptovalute uno strumento ad alto rischio”.
L’annuncio ribadisce inoltre che, sebbene stablecoin e criptovalute siano riconosciute come attività monetarie acquistabili e vendibili, non possono essere utilizzate per i pagamenti interni.
Ciò segue l’approvazione, da parte della Duma di Stato — l’organo legislativo russo — di una legge nel giugno 2020 che vieta l’uso delle criptovalute come mezzo di pagamento.
In base alla proposta, le transazioni in criptovalute saranno disponibili tramite exchange, broker e fiduciari che operano con le loro licenze esistenti. I depositari specializzati e gli exchange che trattano criptovalute saranno soggetti a requisiti separati.

