Sam Bankman-Fried, ex CEO dell'ormai defunto exchange FTX, ha negato di aver spostato i fondi dei wallet di Alameda, pochi giorni dopo essere stato rilasciato su cauzione di 250 milioni di dollari.

Il 30 dicembre, Bankman-Fried ha negato su Twitter di essere in alcun modo coinvolto nel movimento di fondi dai wallet di Alameda:

"Nessuna di quelle transazioni è stata condotta da me. Non ho spostato – non potrei nemmeno farlo – nessuno di quei fondi. Non ho accesso a quei wallet."

SBF ha risposto a una notizia pubblicata da Cointelegraph, secondo la quale un indirizzo (0x64e9) avrebbe ricevuto oltre 600 ETH da wallet appartenenti ad Alameda. I dati on-chain mostrano che alcuni fondi sono stati scambiati per USDT, mentre altri sono stati inviati a servizi di crypto-mixing.

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Le modalità e le tempistiche di questi movimenti hanno sollevato parecchi sospetti nella community, che teme possa trattarsi di un lavoro svolto dall'interno. Alcuni sospettano persino dello stesso SBF:

"Gli indirizzi ETH di Alameda stanno scavando nel divano alla ricerca di spiccioli, scambiando poi questi token ERC-20 per ETH e USDT.

Gli ETH e USDT sono poi stati incanalati tramite exchange istantanei. Si tratta di un grosso campanello d'allarme..."

Secondo un'indagine condotta da BowTiedIguana, SBF avrebbe incassato 684.000$ in criptovalute tramite un exchange nelle Seychelles, nonostante tecnicamente agli arresti domiciliari.

Il 29 dicembre, BowTiedIguana ha segnalato una serie di transazioni presumibilmente collegate a SBF. I registri on-chain suggeriscono che l'ex CEO di FTX possa aver violato le condizioni di rilascio, ovvero non spostare più di 1.000$ senza l'espresso consenso del tribunale:

"Sam Bankman-Fried, fondatore di un exchange di criptovalute caduto in disgrazia, ha appena incassato 684.000$ tramite un exchange alle Seychelles mentre era agli arresti domiciliari?

Le sue condizioni di rilascio sono chiare: non può spendere più di 1.000$ senza il permesso del tribunale.

Esaminiamo le prove on-chain."